Un polo fieristico già profondamente rinnovato e in ulteriore ampliamento, pronto anche quest’anno a fare da sfondo ai grandi classici dell’expo cittadina e a un’infornata di nuove kermesse, oltre che, come prova il passato recente, a eventi sportivi e di carattere culturale. Accanto alla vocazione tradizionale, però, BolognaFiere, nelle parole del direttore generale, Antonio Bruzzone coltiva sempre più progetti e collaborazioni di carattere internazionale, che trovano nel continente asiatico un terreno più che mai fertile.

Bruzzone, la Fiera di Bologna è ancora una, ma le anime sono ormai due.

«L’azienda è in salute e, in effetti, ormai assomiglia a Giano Bifronte. È la sola realtà italiana del nostro settore, infatti, a dover guardare con uguale attenzione al mercato estero e a quello nostrano, concentrandosi sia sulla crescita commerciale infrastrutturale e commerciale della casa madre sia su frontiere che toccano mondi un tempo lontani».

Partiamo, però, da quanto accade in via Michelino.

«Abbiamo chiuso lo scorso anno la realizzazione dei padiglioni 28, 29 e 30, che ne hanno sostituiti due già in precedenza esistenti, e, entro il prossimo agosto, sarà pronto pure il 37, completamente nuovo e insistente, con i suoi 15mila metri quadrati, su quella che un tempo era l’Area 48. L’apertura arriverà, dunque, in concomitanza con il prossimo Cersaie e la sua particolarità starà nel tetto apribile, come le coperture degli stadi di ultima generazione, che lo renderanno perfetto sia per le fiere che, come prova la nostra nuova vocazione cestistica, per molto altro, parcheggi compresi».

Bene i nuovi spazi, e le nuove expo?

«Ci saranno anche quelle, a cominciare da MecSpe, la fiera della meccanica specializzata da 65mila metri quadrati netti espositivi che, dal 2021, si sposterà da Parma a Bologna, e da Metes, l’esposizione business to business di riferimento per il mondo dell’industria dell’alluminio che arriverà qui da Verona, senza dimenticare la piacentina Refrigera, in arrivo con il suo ruolo di leader nel campo delle tecnologie per la refrigerazione».

Immobili e commercio, dunque, mentre sul fronte internazionale come lavorerete?

«Prima dello scoppio del Coronavirus avevamo siglato un importante accordo con un grande operatore cinese, Phenix, costituendo un società di cui deteniamo il 51% per lanciare quattro nuove fiere in Cina nel secondo semestre dell’anno, dalla zootecnia ai prodotti organici e dalla filiera agricola al mondo delle private label. Ovviamente, gli attuali contagi non ci fanno piacere, ma c’è ancora tempo e, per ora, nulla è a rischio».

Poi, restano i vostri cavalli di battaglia asiatici.

«Il ‘Salone del libro per ragazzi’ troverà posto a novembre, come sempre, a Shanghai, assieme alla nuova edizione di ‘Cosmoprof Hong Kong’, mentre parte quest’anno il neonato ‘Cosmoprof Bangkok’, che si aggiunge a un ‘Cosmoprof Mumbai’ arrivato, ormai, alla terza edizione e stiamo collaborando, inoltre, a quattro nuove manifestazioni legate al mondo del ‘beauty’ in Malesia, Indonesia, Vietnam e nelle Filippine».

Un mondo che, viste le cifre, ha un peso considerevole.

«Cosmoprof Hong Kong fa, da sola, quasi 36 milioni di euro di fatturato, dei quali noi consolidiamo il 50%, e ‘Cosmoprof Las Vegas’ ne vale 12 milioni. Se questi due gioiellini li abbiamo ereditati dalle precedenti gestioni, è anche vero che il resto lo abbiamo fatto da soli, come prova anche la nuova partnership con l’expo moscovita ‘ParkZoo’, legata alla nostra Zoomark».