Martedì 21 Maggio 2024
LORENZO PEDRINI
Economia

L’Eurotunnel vuole crescere. Il piano per portare i passeggeri da 10 a 20 milioni in 6 anni

Il tulle della Manica, misura 50,5 chilometri da Calais a Folkestone, di cui circa 39 sotto il livello del mare a una profondità di 75 metri

Eurotunnel (Ansa)

Eurotunnel (Ansa)

Roma, 8 maggio 2024 – Trent'anni di vita, per una grande opera infrastrutturale, non sono certo tantissimi. Ma sono abbastanza, come insegna il caso dell'Eurotunnel, per tracciare un bilancio esaustivo del passato e per guardare al futuro cercando di migliorare un servizio già piuttosto efficiente.

In particolare, dopo l'elettrificazione di parte delle linee ferroviarie e l'installazione di un elettrodotto varate nel 2022 e la conseguente impennata dei suoi margini di profitto sulla tratta, il gestore Getlink (della cui compagine azionaria, accanto alle ferrovie statali belga e francese, a una banca canadese e a un fondo britannico, fa parte anche l'italiana Mundys, controllata dalla holding Edizione della famiglia Benetton, con il 15,49% del capitale e il 23,3% dei diritti di voto) punta ora a reclutare nuovi operatori del trasporto passeggeri, per aumentare il numero di convogli attivi e puntare forte all'obiettivo di 20 milioni di utenti annui entro il 2030 (nel 2023 sono stati 10,7).

Segnatamente, in pole position per fare concorrenza nel prossimo futuro a quel gruppo Eurostar che domina da tre decenni l'andirivieni fra Regno Unito e Francia, figurerebbero due startup già ben note nel mondo dell'Alta Velocità: l'inglese Evolyn e l'olandese Heuro. Con il possibile ingresso sulla scena di questi due soggetti, ora impegnati a raccogliere sui mercati finanziamenti ad hoc per oltre un miliardo di euro, si potrebbe infatti ampliare, per la prima volta, il numero di destinazioni collegate con Londra attraverso il tunnel che corre sotto al Canale.

Alla classica tratta Londra-Bruxelles-Parigi aperta dal 1994, così, si potrebbero infatti aggiungere capolinea elvetici (Zurigo, Ginevra), francesi (Marsiglia) e tedeschi (Francoforte) già a partire, secondo fonti specializzate, dal 2027/2028. Questo anche in ragione degli effetti del nuovo sistema di segnalazione installato da qualche mese nelle gallerie, che permette la presenza sulle rotaie di più treni con minori intervalli di tempo (e dunque di spazio) fra uno e l'altro.

Insomma, parliamo di un piano di sviluppo concreto e sfaccettato, per un'opera che da quando fu inaugurata, il 6 maggio del 1994, ha movimentato quasi mezzo miliardo di passeggeri.

Lungo 50,5 chilometri da Calais a Folkestone, di cui circa 39 sotto il livello del mare a una profondità di 75 metri, l'Eurotunnel fu del resto il vanto delle amministrazioni che lo promossero, in particolare l'ultimo governo Thatcher, e un'occasione di grande prestigio per Francois Mitterand ed Elisabetta II, che presiedettero l'inaugurazione. Ma l'Eurotunnel rappresenta e rappresenterà ancora soprattutto un’infrastruttura strategica dal punto di vista economico, Brexit o no.

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