8 feb 2022

Estetista Cinica, il caso dei punti fagiana e la risposta di Cristina Fogazzi

Errore di calcolo mette a rischio Veralab: sconti per 5 milioni invece che 500mila euro. L'azienda cambia la valorizzazione e riceve solo 15 reclami su 3.700 risposte

achille perego
Economia
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Cristina Fogazzi in una foto d'archivio

Un’imprenditrice di successo che deve la sua fortuna ai social network scivola sulla matematica. Tanto che un errore nel calcolo dei decimali ha messo a rischio la sua azienda, un piccolo impero dei cosmetici: Veralab. L’imprenditrice è bresciana e si chiama Cristina Fogazzi. In sette anni, grazie all’e-commerce, ha costruito le fortune dell’Estetista Cinica e di un gruppo che nel 2020, l’anno dei lockdown e dell’impennata delle vendite digitali, avrebbe registrato ricavi per oltre 48 milioni di euro, più del doppio di quelli del 2019.

Da tempo, come succede secondo le leggi del marketing, l’Estetista Cinica premiava l’acquisto di creme e sieri con punti fedeltà, i "punti fagiana". E se nel mondo di Internet premi, punti e carte fidelity – a partire dalle grandi catene della Gdo – sono quotidianamente oggetto di tentativi di truffa, questa volta le potenziali vittime non erano i consumatori, ma l’azienda. Un po’ com’era successo, in fatto di premi – ve lo ricordate? – al colosso Media World che nel 2006 lanciò la promozione "Tifa Italia e Vinci" con l’impegno a rimborsare in buoni sconti chi avesse acquistato un televisore da 32 pollici in su se l’Italia avesse vinto i Mondiali. Cosa che successe con gli azzurri di Lippi anche se, grazie al boom di vendite, in MediaWorld assorbirono il colpo.

Questa volta, la storia è un po’ diversa e il pasticcio sta tutto nei numeri. Il valore originale di ciascun "punto fagiana" dell’Estetista Cinica infatti era di 5 centesimi, ma poi per una distrazione è stato erroneamente portato a 50 centesimi. Conti alla mano, l'applicazione di questa cifra – come racconta Il Giornale di Brescia - moltiplicata per tutti i punti accumulati dagli iscritti alla community avrebbe generato l'erogazione di uno sconto pari a 5 milioni di euro invece dei 500mila che l'azienda aveva calcolato in prima battuta.

In pratica, dopo una settimana di calcoli, l’Estetista Cinica si è resa conto che le finanze di Veralab non avrebbero retto il colpo e così l’unica strada percorribile è stata quella cambiare la valorizzazione del concorso a premi, abbassando il valore dei singoli punti da 50 centesimi a 10 e informare i partecipanti.

Solo che, forse per l’ansia generata dal primo pasticcio, a Brescia ne avrebbero combinato un altro perché l’idea era quella di aggiornare la valorizzazione lunedì 7 febbraio spiegando con una newsletter via mail – e non sui social per la complessità del tema che avrebbe portato a possibili reazioni incontrollate – l’accaduto. Però a causa di un non meglio definito problema organizzativo le modifiche sarebbero andate online alle 17 di venerdì 4 febbraio, con conseguente fiume di richieste di spiegazione da parte delle "fagiane" (il nomignolo con cui vengono chiamate le appartenenti alla community).

Alcune piccate (poche, a dir la verità), altre meno, ma tutte desiderose di capire perché il valore degli sconti accumulati nei mesi precedenti era drasticamente calato, e non di poco, all'improvviso. E così Cristina, dopo aver cercato di capire come era nata la catena di errori e con la convinzione di avere sbagliato ma di non essere "un’imbrogliona" ha scritto alle sue fagiane cercando di spiegare la situazione e mettere la parola fine sul caso.

La spiegazione di Cristina Fogazzi

"Per la prima volta in 7 anni di onorata carriera mando una newsletter senza le gif e senza Ryan Gosling, quindi la questione è, ahimè, tremendamente seria", è l’inizio della newsletter di Cristina Fogazzi che, visto il precipitare della situazione, si è spiegata anche sui social "mettendoci la faccia".

"Chi ha intenzione di pensare che abbiamo agito in malafede, avremo le spalle larghe e cercheremo di superare anche questa... Abbiamo superato molte cose, supereremo anche l'annosa questione dei punti fagiana", ha raccontato con gli occhi lucidi. "I responsabili non saranno puniti, non verrà punito nessuno. E’ un concerto di responsabilità ed è anche mia. Chi pensa che io non sia una brava imprenditrice, beh forse ha ragione è tutto successo talmente in fretta che non sono diventata abbastanza brava per gestirlo".

Quindi Cristina ha spiegato nella e-mail come "i punti fagiana in vostro possesso sono circa 10 milioni. La valorizzazione dei punti doveva essere a 5 centesimi. In questo modo, simulando voi li usaste tutti, l’azienda avrebbe avuto 500 mila euro di sconti erogati. Qualcuno a un certo punto si è perso uno zero e la valorizzazione è stata fatta a 50 centesimi. Questo trasformava gli sconti in 5 milioni di euro e dopo una settimana di calcoli abbiamo visto che le nostre finanze non avrebbero retto il colpo. Avessi avuto i soldi avrei coperto io la cifra, ma non ho così tanti soldi".

E ancora: "Volevamo fare una cosa carina, è uscito quello che io chiamo merd*ne. Siamo un’azienda giovane, sbagliamo, ma non siamo né degli imbroglioni né abituati a fare pippa davanti alle nostre responsabilità. Questo no. E se da un lato sono conscia di fare con te una figura orrenda, dall’altro non posso mettere finanziariamente in ginocchio la mia azienda". E sembra che le "fagiane" abbiano capito. "Non pensavo si potesse essere così virtualmente circondati di affetto" tanto che su circa 3.700 e-mail di risposta solo 15 erano reclami.

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