Mario Draghi e Giovanni Tria (Ansa)
Mario Draghi e Giovanni Tria (Ansa)

Francoforte, 16 novembre 2018 - Mario Draghi frena sull'addio al Quantitative easing e sul rialzo dei tassi. E lancia un monito sullo spread: l'aumento del differenziale è principalmente "causato dalla messa in discussione delle regole dell'Unione europea". Così il presidente della Bce in un convegno a Francoforte. "La mancanza di consolidamento fiscale nei paesi ad alto debito aumenta la loro vulnerabilità agli shock, indipendentemente dal fatto che tali shock siano prodotti autonomamente mettendo in discussione le regole dell'architettura" dell'Unione monetaria "o importati attraverso il contagio finanziario". Finora però, aggiunge il numero uno dell'Eurotower, "l'aumento degli spread sovrani è stato per lo più limitato al primo caso" mentre "il contagio tra i paesi è stato limitato".

Il riferimento del presidente della Bce è implicitamente all'Italia, senza comunque che questa venga mai nominata. Tuttavia il monito di Draghi  non lascia spazio a interpretazioni quando dice: "Tutti i Paesi devono rispettare le regole dell'Unione" e in particolare "i Paesi ad alto debito non devono aumentarlo ulteriormente" nel tentativo di "proteggere le loro famiglie e aziende dall'aumento dei tassi d'interesse". Così ha detto Draghi. 

A pochi giorni dai dati che hanno mostrato una crescita stagnante in Italia e negativa in Germania nel terzo trimestre il presidente della Bce ha commentato: "Non c'è assolutamente alcuna ragione per cui l'espansione dell'Eurozona debba interrompersi improvvisamente. Un rallentamento graduale è normale". E ha poi spiegato che "sulla crescita pesa l'effetto sulla fiducia, e gli investimenti delle imprese, che stanno avendo i dazi proposti (dall'amministrazione americana, ndr). "Questi rischi" vanno monitorati "sul piano commerciale molto attentamente nei prossimi mesi". Ha avvertito Draghi. 

LA FRENATA SUI TASSI - Potrebbero esserci variazioni di programma sulla fine degli stimoli all'economia e sul rialzo dei tassi d'interesse. L'inflazione di base dell'Eurozona "continua a oscillare intorno all'1% e deve ancora mostrare una tendenza al rialzo convincente", dice Draghi. Ciò potrebbe avere ripercussioni sull'addio al Qe previsto a fine dicembre: se i dati in arrivo confermeranno la convergenza verso gli obiettivi la Bce procederà come stabilito. Ma "il consiglio ha anche notato che le incertezze sono aumentate" e dunque "a dicembre, con le nuove previsioni disponibili, saremo più in grado di fare una piena valutazione".

SALVINI - "Draghi si è impegnato per l'Italia, gli italiani e i loro risparmi. Burocrate? Ce ne sono di peggiori. Lui ha fatto il suo". Così ha detto su Rai2 il ministro dell'Interno Matteo Salvini, commentando le dichiarazioni di Mario Draghi. 

DI MAIO - "Sono d'accordo con Draghi, bisogna diminuire il debito pubblico". Lo afferma il vicepremier Luigi Di Maio, secondo il quale la manovra del Governo "ha come obiettivo aiutare le fasce più deboli". Così facendo, spiega Di Maio, "si abbassa il debito pubblico". "Le preoccupazioni di Draghi sono le nostre - aggiunge -. Con questa manovra il debito calerà, abbiamo lo stesso obiettivo che portiamo avanti con una ricetta diversa".