Il decreto agosto c’è. Quasi. Per l’ennesima volta il governo aggira i disaccordi grazie alla magica formuletta “salvo intese“, stavolta con la specifica “tecniche“. Significa che sulle voci di spesa c’è accordo ma nei particolari, quelli dove il diavolo da sempre si annida, no. Alle dieci di sera, dopo una giornata passata a sciogliere gli ultimi nodi, il premier Conte scende nella sala stampa di Palazzo Chigi per annunciare il varo del provvedimento da 25 miliardi (12 dei quali per il pacchetto lavoro), nuovo tassello per far fronte alla crisi Covid. Una vera e propria manovra di più di cento articoli che, tra l’altro, concede "più tempo per pagare le tasse sospese – spiega il premier – l’accordo sui licenziamenti, bonus per baby sitter più ricco e lo sconto contributivo del 30 per cento per tutti i lavoratori dipendenti del Sud, anche quelli già assunti". Al suo fianco, insieme ai ministri Gualtieri, Provenzano, Catalfo e Bonafede, c’è la renziana Bellanova che ha lasciato l’ospedale dove era ricoverata per difendere il bonus per la...

Il decreto agosto c’è. Quasi. Per l’ennesima volta il governo aggira i disaccordi grazie alla magica formuletta “salvo intese“, stavolta con la specifica “tecniche“. Significa che sulle voci di spesa c’è accordo ma nei particolari, quelli dove il diavolo da sempre si annida, no. Alle dieci di sera, dopo una giornata passata a sciogliere gli ultimi nodi, il premier Conte scende nella sala stampa di Palazzo Chigi per annunciare il varo del provvedimento da 25 miliardi (12 dei quali per il pacchetto lavoro), nuovo tassello per far fronte alla crisi Covid.

Una vera e propria manovra di più di cento articoli che, tra l’altro, concede "più tempo per pagare le tasse sospese – spiega il premier – l’accordo sui licenziamenti, bonus per baby sitter più ricco e lo sconto contributivo del 30 per cento per tutti i lavoratori dipendenti del Sud, anche quelli già assunti". Al suo fianco, insieme ai ministri Gualtieri, Provenzano, Catalfo e Bonafede, c’è la renziana Bellanova che ha lasciato l’ospedale dove era ricoverata per difendere il bonus per la ristorazione al tavolo di governo: "Ci sono 600 milioni, una risposta importante per sostenere 180mila imprese e dare una risposta alla filiera agroalimentare", dichiara mentre il presidente del consiglio giura: "Niente rimpasto".

Tra le novità dell’ultima ora, c’è il maggior tempo a disposizione per pagare le tasse sospese nei mesi di lockdown: metà andrà versata quest’anno, il resto a partire da gennaio, con la possibilità di fare fino a 24 rate mensili. Viene prorogato al 15 ottobre lo stop a cartelle e accertamenti e, come chiesto dal renziano Marattin sono rinviati ad aprile gli acconti di novembre per i lavoratori autonomi che abbiano subito pesanti perdite nell’emergenza (costo della misura: 2.2 miliardi). Il contributo a fondo perduto per le attività dei centri storici messe in ginocchio dal crollo delle presenze turistiche andrà a 29 città d’arte, tra le quali c’è Bergamo.

Il decreto presenta un’anticipazione del progetto per la fiscalità di vantaggio nel Mezzogiorno preparato dal ministro Provenzano che, per il periodo da ottobre a dicembre di quest’anno, garantisce un taglio dei contributi del 30% per i lavoratori dipendenti. L’obiettivo per gli anni successivi è quello di prorogare l’intervento grazie ai fondi europei.

E’ prevista una nuova tranche del reddito di emergenza: un versamento una tantum tra 400 e 800 euro per le famiglie in difficoltà prive di altri sostegni. Ancora: vengono triplicate le risorse per il bonus babysitter per gli operatori sanitari, viene inserito un fondo per la formazione delle casalinghe da 3 milioni l’anno a partire dal 2020. Sono previsti tre mesi di sgravi per gli stagionali del turismo e delle terme; viene confermato lo stanziamento di un miliardo e 750 milioni per il cashback che partirà a fine anno con un "meccanismo a punti non di sconto", precisa Gualtieri. E passa pure la sanatoria per i concessionari delle spiagge che abbiano contenziosi con lo Stato.

Superato lo scoglio dello stop ai licenziamenti che avrà durata variabile e comunque, prima di poter mandare via i dipendenti, ogni azienda dovrà aver esaurito tutta la cassa integrazione a disposizione prorogata di 18 settimane, l’ultima lite è sui contributi alla ristorazione con gli sgravi per chi compra prodotti made in Italy: la Bellanova strappa alla fine 600 milioni. Tagliola che fa saltare il bonus sui consumi caro a M5s.

1 - Reddito d’emergenza

Arriva il rinnovo del reddito d’emergenza, misura simbolo dei 5 Stelle su cui punta anche Leu: nella nuova bozza del decreto Agosto si prevede una quota una tantum, da 400 a 800 euro in base al nucleo familiare, con possibilità di domanda all’Inps fino al 15 ottobre

2 - Spettacolo e terme

Una tantum di 1.000 euro (non più 1.200 per 2 mesi) per contrattisti a termine e stagionali di turismo e terme e addetti dello spettacolo che hanno perso il lavoro prima della pandemia senza ritrovarlo ancora

3 - Turismo

Nella bozza dl Agosto ecco 
gli sgravi contributivi per il turismo. Le aziende del settore (anche gli stabilimenti termali) che assumono a tempo determinato o con contratto 
di lavoro stagionale, saranno esentati per un massimo di tre mesi dai versamenti contributivi 

4 - Concessioni spiagge

Arriva il condono per i concessionari delle spiagge. Nel caso di contenziosi è possibile di saldare i propri debiti versando solo il 30% dell’importo dovuto in un’unica soluzione, o il 60% spalmato in 6 anni

5 - Infermieri e medici

Più che triplicati i fondi per il bonus baby-sitter per gli operatori sanitari, infermieri e tecnici (2.000 euro), che passano da 67,6 a 236,6 milioni. Risorse travasate da quelle non utilizzate per il bonus ai lavoratori domestici. L’aiuto a colf e badanti viene ridotto da 460 a 291 milioni

6 - Locali notturni

Nella bozza dl Agosto c’è lo stop alla II rata dell’Imu per «discoteche sale da ballo, night-club e simili» gestite dai proprietari degli immobili. Lo sgravio è già concesso a fiere, nonché cinema e teatri (esentati fino al 2022)

7 - Casalinghe

Nella bozza dl Agosto c’è un Fondo per la formazione delle casalinghe da 3 milioni l’anno a partire dal 2020. L’obiettivo è «incrementare le opportunità culturali e l’inclusione sociale delle donne che svolgono attività prestate nell’ambito domestico, iscritte all’Assicurazione obbligatoria»