La crisi del mercato dei trattori

Sono in forte calo le immatricolazioni delle macchie agricole. I motivi di questa situazione

Trattori
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Roma, 29 gennaio 2024 – Il trattore non traina, anzi arranca. Come si può evincere dagli ultimi dati economici resi pubblici da FederUnacoma, la congiuntura internazionale non particolarmente favorevole e il ritardo degli incentivi pubblici per l’acquisto di macchine agricole di ultima generazione hanno rallentato, nel 2023, una crescita del mercato nazionale delle trattrici reduce da un biennio di grande accelerazione. I dati sulle immatricolazioni, elaborati dalla federazione dei costruttori di macchine agricole sulla base dei numeri forniti dal Mit, fotografano infatti un calo del 12,9% anno su anno (17.613 mezzi immatricolati contro i 20.211 del 2022). Per una flessione che, in particolare, ha interessato i modelli di media potenza, dai 57 ai 130 kW (-23%), mentre le basse potenze da 20 a 56 kW (-5%) e le gamme superiori ai 130 kW (-14%) hanno retto meglio. A fronte, peraltro, della crescita della classe 0-19kW, che vede aumentare le immatricolazioni del 63%. Questo, spiega FederUnacoma, anche perché una recente modifica del Codice della Strada ha consentito agli operatori non professionali di immatricolare macchine agricole. E questi non professionisti, chiaramente, si sono interessati primariamente a macchine dalla potenza più contenuta. Per quanto attiene alle tipologie di macchine diverse dalle trattrici, poi, la contrazione delle vendite ha caratterizzato anche i rimorchi (-8,1% e 7.718 unità immatricolate contro le 8.398 del 2022) e i sollevatori telescopici (-3,4% e 1.141 unità, ossia 40 in meno del 2022). In controtendenza, invece, sia le mietitrebbie che le trattrici con pianale di carico, con le prime che vedono aumentare le vendite del 10,2% (390 unità a fronte delle 354 del 2022) e le seconde del 15,9% (da 529 a 613 mezzi venduti).

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Nel 2023, parlando delle ragioni che stanno dietro alla generale frenata del mercato, il trend risulterebbe condizionato “soprattutto da variabili congiunturali, quali l’inflazione e il rialzo dei tassi di interesse, e da un acuirsi delle tensioni geopolitiche (vedi il nuovo conflitto militare in Medio Oriente), oltreché, come detto, dall’incertezza dovuta al ritardo dei fondi pubblici per l’acquisto di macchine innovative”. Tra l'altro, per FederUnacoma “la flessione delle vendite non è associata ad una frenata della domanda, che si è mantenuta dinamica anche in un anno particolarmente instabile”. E i dati relativi alle immatricolazioni di trattrici nuove (17.613) e di macchine usate (57.782 pari ad un +8.1% sul 2022) indicano appunto come il comparto agromeccanico esprima ancora una domanda pari a circa 70.400 mezzi (in linea con il 2022 e ben superiore a quella degli anni pre-pandemia). Il problema, semmai, è che questa domanda viene soddisfatta “soprattutto con l’acquisto di mezzi di seconda mano, obsoleti e non in grado di soddisfare le esigenze produttive di un’agricoltura moderna e sostenibile”. Ed è qui che dovrebbero intervenire i programmi di incentivazione governativa tanto attesi dagli addetti ai lavori. Questi incentivi, infatti, svolgerebbero un ruolo fondamentale per il rinnovamento del parco macchine, soprattutto in funzione di tutela dell'ambiente. “Nei prossimi mesi, un eventuale peggioramento della congiuntura economica e del quadro geopolitico, associato ad una nuova fiammata dei prezzi – ha concluso FederUnacoma - potrebbero frenare ulteriormente le vendite, mentre la piena entrata a regime dei nuovi strumenti di agevolazione (PSR, PNRR, Nuova Sabatini, bando ISI-Inail agricoltura, Fondo Innovazione) e l’alleggerimento della stretta creditizia potrebbero dare impulso al mercato”.

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