Mercoledì 24 Aprile 2024

Rinnovato il contratto del Commercio: gli aumenti e l’una tantum da 350 euro

Dopo 4 anni è stato firmato il rinnovo dei contratti nazionali del terziario, distribuzione e servizi che interessano 3 milioni di lavoratori

Roma, 22 marzo 2024 – Un’attesa lunga quattro anni, che si è conclusa poche ore fa con la firma del rinnovo dei Contratti nazionali del terziario, distribuzione e servizi tra le sigle sindacali del settore, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, e Confcommercio e Confesercenti

Rinnovato il contratto del Commercio: gli aumenti
Rinnovato il contratto del Commercio: gli aumenti

Un’intesa che prevede un aumento salariale di 240 euro al quarto livello e una tantum di 350 euro e che riguarda oltre 3 milioni di lavoratrici e lavoratori.

"Il risultato del rinnovo del contratto collettivo contribuirà a rafforzare le relazioni tra le parti e ad assicurare a imprese e lavoratori condizioni di stabilità per il settore fino a marzo 2027”, annuncia la vicepresidente di Confcommercio Donatella Prampolini.

"Il 2024 è l’anno dei contratti nel terziario – spiega, a sua volta, Paolo Andreani, segretario generale della Uiltucs –. Finalmente i 3 milioni di lavoratori del commercio hanno il contratto: un contratto che segna un punto di svolta per la contrattazione salariale e migliora le condizioni normative del rapporto di lavoro: 7.000 euro nel quadriennio 24/27 con l’introduzione anche dell’indennità di vacanza contrattuale in caso di ritardo nel rinnovo”. Ma vediamo, nel merito, i termini dell’accordo. Dopo oltre 4 anni, dunque, sono state finalmente siglate le intese di rinnovo dei Contratti nazionali del Terziario, Distribuzione e Servizi applicati alla più vasta platea di lavoratrici e lavoratori del settore privato in Italia, con oltre 3milioni di addetti impiegati nelle attività commerciali e nelle imprese di servizi. I contratti avranno vigenza triennale, con decorrenza dal 1° aprile 2024 al 31 marzo 2027.

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Il confronto tra le sigle sindacali e le parti datoriali è ripreso negli ultimi mesi dopo la vasta mobilitazione organizzata da Filcams, Fisascat e Uiltucs, culminata nello sciopero nazionale del 22 dicembre scorso, con migliaia di addetti del settore che si sono astenuti dal lavoro partecipando alle manifestazioni organizzate in cinque differenti città: Cagliari, Milano, Napoli, Palermo e Roma.

Firmato il nuovo contratto del settore Commercio
Firmato il nuovo contratto del settore Commercio

L'impegno congiunto di sindacati, lavoratrici e lavoratori – fanno sapere i rappresentanti sindacali – ha aperto una breccia al tavolo di una trattativa, da troppo tempo in stallo dopo la sottoscrizione dell’accordo ponte siglato nel dicembre 2022, e ha permesso di raggiungere un’intesa che migliora le condizioni di lavoro e i trattamenti retributivi. Nel merito gli accordi prevedono un aumento contrattuale a regime di 240 euro al quarto livello, da riparametrare, con l’erogazione di una massa salariale di 7.180 euro comprensiva dell’una tantum di 350 euro, una ulteriore erogazione rispetto a quella già avvenuta lo scorso anno. La prima tranche di 70 euro sarà erogata da aprile 2024 e si aggiunge ai 30 euro precedentemente concordati. Previsto anche l’incremento dell’indennità annua della clausola elastica del part-time, che passa da 120,00 euro annui a 155,00.

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Sulla parte normativa è stata ridefinita la sfera di applicazione e aggiornata la classificazione in ragione dei nuovi profili professionali di settore. Sono stati definiti miglioramenti sulle politiche di genere e sono previsti ulteriori congedi per le donne vittime di violenza. "Più salario e meno lavoro povero. Un buon contratto che valorizza il lavoro e valorizza le professionalità», puntualizza Gennaro Strazzullo, segretario nazionale Uiltucs, spiegando che è «prevista al secondo livello di contrattazione anche la figura della Garante di Parità, per una reale parità di genere, e 90 giorni di ulteriori congedo parentale per le donne vittime di violenza di genere». Per Confcommercio la vicepresidente Prampolini spiega: «L`iter contrattuale si è dovuto confrontare con i profondi impatti economici e sociali dell`emergenza pandemica, dei conflitti geopolitici e del ritorno dell`inflazione. Con spirito di responsabilità, le parti hanno comunque lavorato per conseguire un risultato che tenesse conto degli indicatori macroeconomici, compatibilmente con la loro sostenibilità da parte delle imprese».

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