Giovedì 13 Giugno 2024

Quanto inquina un concerto? Verso i live green: il caso Coldplay

Emissioni di anidride carbonica, consumi mostruosi di acqua ed energia: molti artisti ripensano alla macchina organizzativa

Roma, 11 giugno 2024 – Qualcosa come 500 tonnellate di anidride carbonica riversate nell'aria nello spazio di un solo weekend, a una media di 5 chilogrammi per ciascun fan in delirio. E' questa, secondo un'edizione 2023 del rapporto Greener Festival che ha scandagliato le emissioni di migliaia di concerti e kermesse in 17 Paesi del mondo, la misura del fardello per l'ambiente che si porta dietro un medio festival musicale. Insomma, un affare tutto tranne che 'green'.

Un concerto dei Coldplay
Un concerto dei Coldplay

E il problema non sta tanto nella produzione e dispersione di rifiuti (soprattutto plastica e vetro) e di quintali di merchandising, quanto negli astronomici consumi di acqua ed energia che servono per soddisfare i bisogni di decine di migliaia di persone riunite in pochi chilometri quadrati per una, due o tre serate di seguito. Con la conseguenza, come mostra il recente caso dei Coldplay e del loro 'Music of the spheres World Tour', che un numero sempre crescente di artisti si sta facendo promotore di un nuovo modo di intendere concerti e tournée. Investendo su buone pratiche come catering a chilometro zero, riduzione degli staff coinvolti nell'organizzazione, rinfreschi 'plastic free', bicchieri da restituire dietro cauzione e alimentazione rinnovabile.

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L'iconica band del frontman Chris Martin, per fare un esempio dal notevole peso specifico, ha infatti annunciato che il suo ultimo tour mondiale, quello in corso da due anni a questa parte, avrebbe generato il 59% di emissioni in meno rispetto a quello precedente, E lo stupefacente risultato, come confermato anche dagli esperti della équipe di John E. Fernandez, ordinario di Architettura al M.I.T. di Boston, potrebbe dettare ora “un nuovo standard per l’intera industria musicale”. “Quando abbiamo annunciato per la prima volta il Music Of The Spheres Tour nel 2021, ci siamo impegnati a ridurre le nostre emissioni dirette di carbonio (dalla produzione dello spettacolo, dalle merci, dai viaggi della band e dell’equipaggio) di almeno il 50%”, scrive la band britannica in un comunicato. Prima di dirsi lieta di annunciare che “le emissioni dirette di CO2 dei primi due anni di questo tour sono inferiori del 59% rispetto al nostro precedente tour negli stadi (2016-17), confrontando spettacolo per spettacolo” e che “queste cifre sono state verificate dalla MIT Environmental Solutions Initiative”.

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E buona parte del merito di questo successo i Coldplay lo attribuiscono al proprio pubblico, che “ha contribuito a caricare le batterie dello spettacolo sulle cyclette e sulle piste da ballo cinetiche” utilizzate per dare linfa aggiuntiva a un sistema di alimentazione di palco e retropalco del tutto innovativo”. Senza contare “tutti coloro che sono arrivati a piedi, in bicicletta, in ride sharing o con i mezzi pubblici; tutti coloro che sono venuti con bottiglie d’acqua ricaricabili o hanno restituito il braccialetto LED per il riciclo” e tutti quelli che “hanno acquistato i biglietti, grazie ai quali sono stati piantati, ad oggi, 7 milioni di alberi”. Altro caso ormai 'di scuola', in campo di eventi musicali sostenibili, è invece quello di Reverb, la non-profit che, fondata nel 2004 dall'ambientalista Lauren Sullivan e dal di lei marito, il musicista dei Guster Adam Gardner, collabora da due decenni con musicisti e organizzatori di eventi per renderli più 'green' attraverso il coinvolgimento dei fan. Grazie ai suoi sforzi, star come Billie Eilish, The Lumineers, Maroon 5 e Harry Styles sono fin qui riusciti a raccoglie oltre 5,7 milioni di dollari da devolvere a cause ecologiche, ad allestire 6.800 concerti green (con un risparmio totale di 375.000 tonnellate di CO2), a sostenere 4.800 Ong e a fare a meno di 4 milioni di bottiglie di plastica monouso, grazie ai punti rifornimento acqua del progetto 'RockNRefill'.