di Davide Gaeta

La vicenda ha dell’incredibile se non fosse per i gravi effetti sulle scelte dei consumatori e le drammatiche ricadute sull’export alimentare del nostro Paese. In un silenzio generale la Commissione Europea, nell’ambito della ‘Farm to Fork Strategy’, ha proposto un sistema di etichettatura nutrizionale obbligatorio, armonizzato a livello comunitario, da adottarsi entro la fine del 2022. ll ‘Nutri-Score’ è un sistema di etichettatura sviluppato in Francia ma adottato subito in Germania che identifica i valori nutrizionali di un prodotto alimentare utilizzando una scale cromatica in 5 gradazioni dal verde al rosso; un sistema a punteggio, da stampare sulle confezioni alimentari, utilizzando appunto l’immagine di un semaforo. Questo sistema dovrebbe permettere al consumatore un facile accesso ai cibi confezionati ‘sani’ e contribuire alla lotta contro le malattie cardiovascolari, l’obesità, il diabete.

Fortunatamente dalle etichette a semaforo sono esclusi i marchi Dop, Igp ed Stg perché confonderebbero il consumatore ma l’olio di oliva e il prosciutto di Parma, per esempio, rischiano l’arancione se non il rosso. Contro il sistema di etichettatura franco-tedesco si è schierata l’Italia, sostenendo che le indicazioni ‘a semaforo’ penalizzino la dieta mediterranea e quindi i prodotti Made in Italy. Per questo ha contro-proposto il “Nutrinform” che indica la giusta quantità da prendere giornalment usando la batteria come simbolo. Pur essendosi schierati ben sei Paesi a favore dell’Italia rischiamo di soccombere all’asse franco – tedesco. La Germania vuole votare subito il testo di conclusioni sulle etichettature alimentari al Consiglio Ue del 15 dicembre. A queste condizioni abbandonare immediatamente il negoziato europeo è il minimo che il nostro Paese dovrà fare.

Davide.gaeta@univr.it