Lunedì 15 Aprile 2024

Il cedolino della pensione di aprile 2024 è online sul sito dell’Inps: come controllare importo, trattenute Irpef e conguagli

Dal 20 marzo è possibile verificare le voci che compongono il rateo della pensione del mese di aprile

Roma, 21 marzo 2024 – L’Inps ha pubblicato il cedolino delle pensioni di aprile 2024. L’ho ha comunicato lo stesso Istituto Nazionale di Previdenza Sociale con un avviso pubblicato il 20 marzo sul proprio sito istituzionale.

Il cedolino della pensione di aprile 2024 è online sul sito Inps
Il cedolino della pensione di aprile 2024 è online sul sito Inps

Il cedolino delle pensioni di aprile 2024

Come ogni mese i pensionati possono controllare gli importi e le varie voci (trattenute fiscali, addizionali Irpef, conguagli e tassazioni varie) della pensione in arrivo.

Come consultare il cedolino della pensione di aprile 2024

Per visionare e scaricare il cedolino della pensione di aprile 2024 occorre accadere all’apposita sezione sul sito dell’Inps ed accedere al servizio online. L’accesso è consentito con le credenziali Spid (identità digitale), Cie (Carta d’identità elettronica) e Cns (Carta nazionale dei servizi, meglio nota come tessera sanitaria).

Il confronto con le pensioni precedenti

Accedendo al servizio si può confrontare l’ultimo cedolino con quello delle pensioni precedenti, e non solo. Ecco cosa si può fare online:

  • Visionare e scaricare il cedolino della pensione
  • Confrontare i cedolini precedenti
  • Visualizzare l’elenco prospetti di liquidazione (Modelli TE08)
  • Gestire le deleghe sindacali
  • Consultare le comunicazioni al pensionato
  • La variazione dell’ufficio pagatore
  • Il recupero e la stampa della Certificazione Unica
  • Verificare il riepilogo Dati Anagrafici e di Pagamento
  • Controllare il certificato di pensione: Modello Obis/M
  • Avere il duplicato libretto di pensione
  • Verificare i conguagli IRPEF
  • Effettuare la Cessione del Quinto
  • Verificare il Bonus quattordicesima e bonus 154 euro
  • Verificare l’eventuale Recupero Indebiti

La comunicazione Inps sul cedolino di aprile 2024

L’Inps dà poi una serie di indicazioni sulla pensione di aprile 2024 che vanno dal giorno di pagamento alla spiegazione di come si è formato l’importo del rateo del mese.

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Il giorno di pagamento della pensione di aprile 2024

L’Inps informa che il giorno di pagamento con valuta della pensione sarà martedì 2 aprile. Un versamento che avverrà con “un giorno di ritardo” rispetto alla norma. La pensione viene infatti accreditata sul conto corrente o messa in pagamento alle poste nel primo giorno del mese, a meno che non cada di sabato, domenica o in un giorno festivo (primo giorno bancabile, si dice tecnicamente). E lunedì 1 aprile sarà Pasquetta (Lunedì dell’angelo).

Adeguamento alle nuove aliquote Irpef

Da marzo 2024 le pensioni sono state già adeguate ai nuovi scaglioni delle aliquote Irpef previste dal governo Meloni a fine 2023 che le ha ridotte da 4 a 3. In sostanza la tassazione al 23% che prima riguardava i redditi fino a 15.000 euro è stata estesa fino ai 28.000 euro (nel 2023 fra i 15 e i 28.000 euro si pagava il 25%).

Le nuove aliquote sono:

  • 23% per redditi fino a 28.000 euro
  • 35% da 28.000 euro fino a 50.000 euro
  • 43% oltre 50.000 euro

La simulazione di come cambiano gli importi con le nuove aliquote

Abbiamo provato a fare alcuni calcoli di come è aumentato (da marzo) l’assegno pensionistico di chi prende fra 15.000 e 28.000 euro lordi di pensione all’anno. Ecco i calcoli:

  • un pensionato con 1.400 euro lordi mensili ha un aumento mensile di 5 euro rispetto alla tassazione dell’Irpef
  • chi riceve 1600 euro lordi mensili ha 9 euro in più rispetto al 2023 in relazione all’Irpef
  • un pensionato che prende 1.800 euro lordi mensili ha un beneficio Irpef di 13 euro
  • quelli che hanno 2.000 euro lordi mensili di pensione si troveranno 17 euro in più legati all’Irpef
  • Infine un pensionato che prende 2.153 euro lordi mensili (che corrispondono ai 28.000 euro lordi annui: 2.153 euro moltiplicate per 13 mensilità) avrà un beneficio mensile di 20 euro (pari a 260 euro anni)

Le precisazioni dell’Inps su tasse e Irpef nella pensione di aprile 2024

Nella comunicazione l’Inps precisa che “a fine anno 2023 è stato effettuato il ricalcolo a consuntivo delle ritenute erariali applicate nel corso del medesimo anno di imposta (Irpef e addizionali regionali e comunali a saldo) sulla base dell’ammontare complessivo delle sole prestazioni pensionistiche erogate dall’Inps”.

I conguagli

“Se nel corso del 2023 – scrive l’Inps – sulla pensione sono state applicate mensilmente ritenute erariali in misura inferiore a quanto dovuto su base annua, l’Inps ha provveduto a recuperare le differenze a debito sulle rate di pensione di gennaio e di febbraio 2024, trattenendo il debito anche fino alla capienza totale dell’importo del rateo pensionistico in pagamento”.

“Qualora i ratei di pensione di gennaio e di febbraio 2024 siano risultati insufficienti per il recupero totale prosegue con le trattenute sui ratei mensili successivi fino ad estinzione del debito”.

Le pensioni sotto i 18.000 euro

“Nel solo caso di pensionati con importo annuo complessivo dei trattamenti pensionistici fino a 18.000 euro, per il quali il ricalcolo delle ritenute erariali ha determinato un conguaglio a debito di importo superiore a 100 euro, la rateazione viene comunque estesa fino alla mensilità di novembre”.

Le addizionali

“Per quanto riguarda le prestazioni fiscalmente imponibili, anche sul rateo di aprile, oltre all’Irpef mensile, vengono trattenute le addizionali regionali e comunali relative al 2023”.

“Si ricorda che le addizionali regionali e comunali vengono recuperate in 11 rate, da gennaio a novembre dell’anno successivo a quello cui si riferiscono. Le somme conguagliate verranno certificate nella Certificazione Unica 2024. Le prestazioni di invalidità civile, le pensioni o gli assegni sociali, le prestazioni non assoggettate alla tassazione per particolari motivazioni (detassazione per residenza estera, vittime del terrorismo) non subiscono trattenute fiscali”, conclude l’Inps.

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