Parte oggi lunedì 6 luglio (e durerà fino a venerdì 10, salvo chiusura anticipata del collocamento) il periodo in cui i risparmiatori italiani potranno sottoscrivere il Btp Futura. Il nuovo titolo decennale (scadenza luglio 2030) riservato in fase di collocamento (attraverso la piattaforma elettronica MOT di Borsa Italiana) solo agli investitori retail (e non quindi agli istituzionali) con il quale il Tesoro, come aveva spiegato il dg Alessandro Rivera, vuole cominciare "un’alleanza fra risparmiatori e Stato".

Il nuovo Btp Futura (lotto minimo di 1000 euro e multipli e possibile seconda emissione dopo l’estate), spiega Pietro Poletto (nella foto), global head of fixed income products and Co-head of Equity, Funds & Fixed Income, secondary markets di Borsa Italiana, amplia la gamma dei prodotti offerti dal Tesoro introducendo una modalità innovativa per il calcolo dei rendimenti. Sarà difficile replicare l’incasso (oltre 22 miliardi) dell’ultima emissione del Btp Italia (del resto si tratta di titoli differenti per tipologia e target dell’offerta) ma anche il Btp Futura ha come finalità quella di reperire risorse per finanziare le spese extra che sta sostenendo l’Italia per l’emergenza sanitaria ed economica prodotta dall’epidemia da Covid-19. Il Btp Futura, aggiunge Poletto, è un altro titolo interessante per il classico investitore cassettista che, mantenendolo in portafogli fino alla scadenza, riceverà nel 2030 un premio fedeltà calcolato sulla base dell’andamento del Pil dell’Italia nei dieci anni. Se il trend del mercato e dei tassi, producesse una rivalutazione del valore nominale del titolo (100) sul mercato secondario (dove potranno acquistarlo anche gli investitori istituzionali) chi lo sottoscrive oggi sarà sempre libero di venderlo e incassare l’eventuale capital gain.

Il premio fedeltà, indipendentemente da come andrà il Pil da qui al 2030, avrà un minimo dell’1% mentre se la crescita della ricchezza prodotta dal Paese fosse anche superiore nel decennio (dal 2010 al 2020 è stata in media dell’1,17%), il riconoscimento a chi avrà tenuto il Btp Futura per dieci anni non potrà essere superiore al 3%. Il rendimento garantito dal premio fedeltà si aggiungerà a quello previsto per le cedole (con stacco semestrale). Rendimento per cui il Tesoro, applicando per primo come emittente pubblico il meccanismo dello step-up che prevede cedole crescenti, ha fissato un tasso lordo minimo (sui cui si applica la ritenuta fiscale agevolata del 12,5%) dell’1,15% per i primi quattro anni, dell’1,30% dal quinto al settimo e dell’1,45% dall’ottavo al decimo. Al termine del periodo di collocamento, conclude Poletto, sempre il Tesoro annuncerà il tasso definitivo e fisso.