Bce e tassi invariati, l’economista Brogi: "La svolta non è vicina. Mutui troppo costosi? Conviene rinegoziare"

La docente della Sapienza: può avere senso anche valutare una surroga. "Una riduzione dei tassi rilancerà la liquidità delle imprese e gli investimenti"

Roma, 15 dicembre 2023 – Non siamo ancora alla svolta. Marina Brogi, una cattedra su International Banking and Capital Markets, La Sapienza Università di Roma, non nasconde la sua cautela dopo la mossa della Bce di lasciare inalterati i tassi. "La decisione non indica necessariamente l’inizio di una nuova fase di politica monetaria. Piuttosto, rappresenta una continuazione della strategia corrente, con la Bce che mostra cautela nel contesto di un ambiente economico incerto e in evoluzione. Questa è la seconda pausa consecutiva nel ciclo di rialzi iniziato a luglio 2022, segnando una fase di attesa e valutazione delle condizioni economiche future".

Tassi e mutui
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Secondo lei quando si può attendere un primo calo? "Prevedere un calo dei tassi di interesse da parte della Bce è complesso e dipende da molti fattori, in particolare l’andamento dell’inflazione. Secondo le proiezioni attuali, l’inflazione dovrebbe ridursi gradualmente, ma rimanere elevata per un periodo prolungato, con una previsione di 5,4% nel 2023, riducendosi al 2,7% nel 2024 e ulteriormente al 2,1% nel 2025. Questo suggerisce che potrebbe non esserci un taglio dei tassi nel breve termine, ma che la Bce potrebbe considerare di ridurre i tassi una volta che l’inflazione si stabilizzi vicino all’obiettivo del 2% a medio termine. Al contempo la situazione è talmente incerta che è la stessa Bce ad affermare che deciderà riunione per riunione".

L’economia europea intanto rallenta: non sarebbe il caso di accelerare sui tassi? "Il rallentamento dell’economia europea solleva interrogativi sulla politica monetaria della Bce e se il ritmo dei precedenti aumenti di tassi sia stato troppo rapido. La Bce deve bilanciare il controllo dell’inflazione con il sostegno alla crescita economica. In un contesto di incertezza economica, una politica monetaria più accomodante potrebbe essere necessaria per stimolare la crescita, ma la Bce sembra concentrata sul mantenimento dell’inflazione vicino al suo obiettivo a medio termine".

Non crede che in questo momento il nuovo Patto di stabilità dovrebbe essere più orientato alla crescita? "Considerando le sfide multiple e interconnesse che l’Europa sta affrontando, un Patto di stabilità flessibile e incentrato sulla crescita potrebbe supportare meglio la ripresa, promuovendo investimenti strategici e sostenendo l’innovazione".

La riduzione dei tassi avrà un effetto positivo anche sulla nostra economia? "La situazione attuale in Italia è caratterizzata da una combinazione di inflazione sostenuta e pressioni sul costo del lavoro. Gli alti tassi di interesse hanno impattato negativamente sugli investimenti e sulla disponibilità di credito per le imprese, portando a una riduzione degli stock di prestiti e l’aumento degli oneri finanziari. Questo ha influenzato negativamente la liquidità delle imprese e la capacità di sostenere investimenti e attività correnti. Inoltre, la situazione globale, inclusi i prezzi delle materie prime e le tensioni geopolitiche, aggiunge ulteriori sfide. La riduzione dei tassi di interesse potrebbe avere un impatto positivo, stimolando gli investimenti e i consumi. L’effetto complessivo dipenderà dalle condizioni macroeconomiche, incluse le dinamiche di inflazione e la risposta del mercato. Una riduzione dei tassi, oltre a facilitare il credito e ridurre i costi finanziari per imprese e famiglie, migliorerebbe anche la sostenibilità del debito pubblico italiano".

I tassi di interesse sui mutui variabili hanno raggiunto il massimo dal 2009. Che cosa consiglia alle famiglie? "Innanzitutto, potrebbe essere utile rinegoziare il mutuo con la propria banca, valutando l’allungamento della durata del mutuo per ridurre l’importo in valore assoluto delle rate mensili. Può anche aver senso esplorare la possibilità di surrogare il mutuo, cercando se ci sono altri intermediari che applicherebbero condizioni meno onerose rispetto alla propria banca".

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