Giovedì 25 Luglio 2024

Auto elettriche Bonus esaurito "Va rifinanziato"

Costruttori preoccupati per la fine degli incentivi "Quarantamila immatricolazioni a rischio"

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Niente più incentivi per comprare auto elettriche. I soldi a disposizione per l’eco- bonus che offriva, in sostanza, uno sconto sull’acquisto di un veicolo elettrico o idrido plug-in, sono finiti. E al momento il rifinanziamento non sarebbe previsto. A guidare la partita ci sono sia il Mise che il Mef, oltre a un’attenzione interna di tutto il governo su una questione che rientra pienamente nella più ampia gestione della transizione ecologica che proprio sul settore automobilistico registra già evidenti impatti lavorativi e sociali (come dimostrano per esempio le crisi aziendali di Gkn e Gianetti). Il pericolo è che però a essere penalizzato possa essere il mercato italiano, con 40mila immatricolazioni di nuove eco-auto mancate di qui a fine anno.

Proprio per il 31 dicembre 2021 era infatti prevista la fine degli incentivi introdotti nel 2018 con la programmazione sperimentale di tre anni. I soldini sono invece durati due anni e mezzo circa. In base al portale ad hoc predisposto dal Mise restano invece a disposizione i fondi per i veicoli a benzina e diesel a basse emissioni di CO2; oltre che per le auto usate, con una piattaforma che è previsto parta a settembre.

L’impatto della fine degli eco-incentivi per auto elettriche e ibride plug-in potrebbe contare - spiega Motus-E, l’associazione che raggruppa tutti gli stakeholder della mobilità elettrica - fino a 40mila immatricolazioni mancate, 20-25mila di veicoli per l’elettrico e altri 15mila per le ibride plug-in. Inoltre, quello che preoccupa è "l’incertezza sul 2022", anche per "i problemi legati alle materie prime e ai chip". L’incentivo all’acquisto, sommando eco- bonus e extra bonus (che erano cumulabili), arrivava a circa 12mila euro con la rottamazione. Al momento però anche il secondo pacchetto - rileva sempre Motus-E - è "inutilizzabile" perché non attivabile senza l’operatività del primo.

Per questo, se proprio non ci saranno altri fondi, l’indicazione dell’associazione è di "spostare quelli messi a disposizione dell’extra- bonus con il decreto Sostegni bis". Secondo Gian Primo Quagliano, presidente del centro studi Promotor, "la diffusione e il forte interesse per l’auto elettrica non va frustrato: il governo adotti un provvedimento il prima possibile. Oppure pensi a una soluzione intermedia, come intervenire per splittare in due i 57 milioni ora sull’extra-bonus".