Venerdì 14 Giugno 2024
FABIO LOMBARDI
Economia

L’assegno unico di maggio è in ritardo? Niente paura: colpa degli aumenti ma qualcuno dovrà restituire dei soldi: tutte le cifre

L’Inps ha comunicato che l’assegno sarà versato in questi giorni e ha spiegato le motivazioni

L’Assegno unico del mese di maggio non vi è ancora arrivato? Niente paura. Ci vorrà (le cifre sono in fase di accreditamento dall’Inps in questi giorni) un attimo di pazienza. Ma potrebbe esserne valsa la pena. I ritardi dipendono infatti da alcuni calcoli di conguagli e aumenti degli assegni. Vediamo nel dettaglio.

Attesa per l'Assegno unico dell'Inps
Attesa per l'Assegno unico dell'Inps

La comunicazione dell’Inps

"L'Istituto informa – spiega una nota dell’Inps di venerdì – che sono in corso i pagamenti di Assegno Unico Universale per il mese di maggio, comprensivi di importi a titolo di conguaglio finale”.

I motivi del ritardo

Le somme spettanti, infatti, sono state integrate con importi che, nella maggior parte dei casi, evidenziano un credito in favore delle famiglie dovuto, a seconda dei casi, all'adeguamento dell'ISEE, al riconoscimento del premio alla nascita (settima e ottava mensilità di gravidanza) e alla presenza di persone con disabilità, alle quali spettano importi maggiorati con decorrenza già dal mese di marzo 2022.

Gli aumenti

L’operazione di ricalcolo delle rate, necessaria alla luce delle variazioni della cornice normativa, ha interessato oltre 512.000 famiglie e complessivamente ha determinato un’erogazione aggiuntiva di circa 140 milioni di euro, con un credito medio per famiglia pari a circa 272 euro.

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Chi deve restituire

Le ipotesi di recupero di importi erogati in misura superiore a quanto spettante sono più limitate e riguardano circa 378.000 famiglie, con un ammontare complessivo di recuperi pari a 15 milioni di euro.

In questi casi, l’importo medio della somma da restituire ammonta a circa 41 euro e sarà rateizzata in più tranche, il cui importo non sarà comunque superiore al quinto del debito totale.

Le date di pagamento

Le date di pagamento Ad inizio mese, l’Inps aveva comunicato le finestre di pagamento relativi all’assegno unico: - dal 10 al 20 di ogni mese per gli importi che non hanno subito variazioni rispetto al mese precedente; - dal 20 al 30 per chi riceve per la prima volta in assoluto l’assegno avendo inoltrato la domanda il mese precedente e per gli assegni che hanno subito variazioni riguardo le condizioni del nucleo beneficiario e Isee; - dal 27 del mese per i percettori del Reddito di cittadinanza. Sebbene l’Inps abbia diviso i giorni dei pagamenti, non sembra aver rispettato le scadenze.

Leggi anche: gli aumenti dell’Assegno Unico nel 2023

I ritardi

A maggio però, proprio il calcolo dei conguagli, ha determinato dei ritardi e gli assegni sono in pagamento in questi giorni, sino a fine mese.

Le informazioni

Gli utenti saranno informati della variazione dell'Assegno con un SMS ed un messaggio e-mail e potranno approfondire le modalità di calcolo rivolgendosi al Contact Center oppure alle Sedi dell'Istituto. Leggi la circolare dell’Inps.