Lunedì 24 Giugno 2024
ANTONIO TROISE
Economia

Guida all'assegno unico 2023: i nuovi importi e come ottenere il rinnovo

A quanto ammontano gli aumenti? Esempi in base all'Isee. Chi già lo riceve deve rifare la domanda? Le risposte ai dubbi

Assegno Unico: raddoppiato l'importo fino a un anno

Assegno Unico: raddoppiato l'importo fino a un anno

Roma, 12 gennaio 2023 - L’assegno Unico Universale cambia volto. Molte le novità previste nella legge Finanziaria, a partire dal primo gennaio di quest’anno. Il cambiamento più significativo è, ovviamente, quello relativo agli importi, con un incremento del 50% sull’assegno per il primo anno di vita del bambino. Ma gli aumenti non si fermano qui. C’è però da fare attenzione alle procedure: infatti per ottenere la maggiorazione per intero occorrerà rispettare alcune regole. Ecco una mini-guida pratica.

A chi spetta

L’assegno, che assorbe tutte le vecchie detrazioni per i figli a carico, è una misura che riguarda tutti i nuclei familiari. Ma l’importo erogato dall’Inps è strettamente collegato al reddito e, quindi, all’Isee.

Come cambiano gli importi  

L'assegno unico viene aumentato del 50% per tutti per il primo anno di vita del bambino, e per tre anni per famiglie che hanno tre figli o più figli. Due i parametri da tenere in considerazione per il calcolo dell’assegno: l’Isee e l’età dei bimbi. Con un’eccezione: per i figli disabili non ci saranno limiti di età.  Quest’ultima misura è stata resa strutturale proprio con la legge di bilancio.

L'assegno va da un minimo di 50 euro al mese a un massimo di 175 euro per ogni figlio minorenne a carico. Per la fascia tra i 18 e i 21 anni l'importo va invece da un minimo di 25 euro a un massimo di 85 euro al mese. A queste cifre, poi, bisogna aggiungere degli extra. In particolare per ciascun figlio dal terzo in poi l'aiuto viene aumentato di una quota che va da 15 euro, per redditi superiori a 40mila euro, a 85 euro, per redditi fino a 15mila. Poi per le famiglie con 4 o più figli a carico viene erogata anche maggiorazione forfettaria di 100 euro. Questo significa che l’assegno unico potrà arrivare ad un importo massimo pari a 263,50 euro, mentre il contributo minimo sarà pari a 75 euro. Per i redditi superiori ai 40mila euro non ci sarà alcuna maggiorazione.

Mediamente, l’assegno unico è in grado di portare nelle tasche delle famiglie una cifra compresa tra i 1.714 ed i 1.949 euro. Facciamo qualche calcolo.

Per un’Isee fino a 15mila euro, l’importo sarà di 175 euro al mese fino a due figli. Dal terzo figlio in poi ci sarà una ulteriore maggiorazione di 85 euro fino ai 3 anni di età. Dai 18 ai 21 anni, invece, l’assegno cala fino a 85 euro. 

Via via che si sale con il reddito cala l’importo dell’assegno: per un Isee di 20mila euro l’importo sarà di 149,5 euro, per chi ha un reddito di 24mila euro la cifra cala a 129,5, fino ad attestarsi sui 50 euro per l’Isee di 40mila euro e oltre.

Come ottenere il rinnovo

Gli aumenti saranno erogati a partire dalla mensilità di febbraio. Chi sta già ricevendo l’assegno e il suo nucleo familiare non ha subito variazioni, non deve presentare una nuova domanda ma solo comunicare l’Isee entro il 30 giugno prossimo. Coloro che hanno invece avuto cambiamenti nel nucleo familiare devono aggiornare la domanda e presentare l’Isee entro il 30 giugno. Chi non presenta o non aggiorna l’isee presentando la nuova Dsu (Dichiarazione Sostitutiva Unica) -  c'è tempo fino al 28 febbraio - non percepirà gli aumenti e l’Inps erogherà, a partire dal primo marzo, solo gli importi minimi previsti dalla legge.

Resta comunque valido il diritto ad eventuali conguagli spettanti ai beneficiari, a decorrere da gennaio 2023. Gli importi definitivi saranno comunicati con una successiva circolare dell’INPS, anche per tenere conto della rivalutazione legata all’aumento del costo della vita, rivalutazione che sarà resa nota con Decreto ministeriale entro il mese di gennaio.

Le nuove domande

Potranno presentare richiesta coloro che non hanno mai fruito dell’Assegno unico e quanti avevano prima del 28 febbraio 2023 trasmesso una domanda che non è stata accolta o che non è più attiva. Le domande possono essere presentate tramite Patronati (www.inas.it), Contact center INPS o app INPS Mobile. Per quanto riguarda la decorrenza della prestazione si ricorda che le domande presentate entro il 30 giugno 2023 vedranno riconoscere l’Assegno unico a decorrere dal mese di marzo con gli arretrati. Le domande presentate dal 1° luglio 2023 saranno liquidate nei mesi successivi senza il riconoscimento degli arretrati.