Spostamenti fuori Comune: la Faq sull'attività sportiva
Spostamenti fuori Comune: la Faq sull'attività sportiva

Aggiornamento. Ciaspolate in zona arancione: giallo risolto.

Roma, 23 gennaio 2021 - Nella Babele dei Dpcm che ormai da mesi si assommano gli uni agli altri, sono soprattutto gli spostamenti e provocare dubbi nei cittadini (qui i dubbi sulle seconde case). Cosa si può fare e cosa no? Zona arancione, rossa o gialla: difficile orientarsi anche perchè le stesse Faq del governo spesso non aiutano a dissipare i dubbi (qui il rebus fidanzati lontani).  È il caso, che sta provocando un grande disorientamento fra gli appassionati, delle escursioni sulla neve, delle ciaspolate in montagna (che molti vorrebbero fare soprattutto quest'anno che di neve, ironia della sorte, ne è arrivata tantissima). La domanda allora è: posso uscire dal mio Comune  - ma sempre nella stessa regione sia chiaro - per andare a fare una ciaspolata, anche laddove (come in area rossa o arancione) sia vietato? Non è così chiaro almeno per la zona arancione: c'è chi dice sì e chi invece non lo ritiene possibile. Abbiamo chiesto anche un chiarimento diretto al ministero dell'Interno: il Viminale ci ha risposto che sono in corso approfondimenti sulla norma, in modo da fornire un'interpretazione univoca che fughi gli ultimi dubbi. A quanto filtra, si ragiona se concedere formalmente anche a chi fa sport "non agonistico" la possibilità di muoversi fuori dal territorio comunale per raggiungere la montagna e la neve. Intanto, al momento, vediamo come stanno le cose.

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Sport fuori dal Comune: sì o no?

Dobbiamo partire dalla Faq del governo. La troviamo nel settore della zona arancione. La domanda recita:

È possibile recarsi in un altro Comune al solo scopo di fare lì attività sportiva? In alternativa, è possibile varcare i confini comunali mentre si pratica l’attività sportiva (per esempio correndo o valicando un monte), per concluderla comunque all’interno del proprio Comune?

"È possibile recarsi in un altro Comune, dalle 5.00 alle 22.00, per fare attività sportiva solo qualora questa non sia disponibile nel proprio Comune (per esempio, nel caso in cui non ci siano campi da tennis), purché si trovi nella stessa Regione o Provincia autonoma. Inoltre è possibile, nello svolgimento di un’attività sportiva che comporti uno spostamento (per esempio la corsa o la bicicletta), entrare in un altro Comune, purché tale spostamento resti funzionale unicamente all’attività sportiva stessa e la destinazione finale coincida con il Comune di partenza. Si ricorda inoltre che, ai sensi del Dpcm, per i comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti è equiparata al territorio comunale la fascia territoriale circostante, fino a una distanza di 30 km dai relativi confini. Si ricorda che, durante lo svolgimento dell’attività sportiva, è sempre necessario mantenere la distanza di almeno 2 metri dalle altre persone".

C'è un'altra Faq da tenere presente: "È consentito recarsi presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, del proprio Comune o, in assenza di tali strutture, in Comuni limitrofi, per svolgere esclusivamente all'aperto l’attività sportiva di base, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, in conformità con le linee guida emanate dall'Ufficio per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana (FMSI), con la prescrizione che è interdetto l'uso di spogliatoi interni a detti circoli.

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Ciaspolate sì

Delineato il quadro secondo quanto dice il governo, ora cerchiamo di applicare la Faq al caso concreto. La ciaspolata può considerarsi attività sportiva? Non abbiamo trovato una fonte normativa che la definisca giuridicamente. Allora si va di interpretazione. C'è chi interpreta il combinato disposto di queste due norme nel senso che sia possibile andare fuori comune. È il caso ad esempio dell'Uncem (Unione nazionale comuni comunità enti montani): "Si possono fare - spiega il presidente Marco Bussone - ciaspolate e gite di sci alpinismo, come passeggiate, naturalmente con regole connesse al distanziamento e alla prevenzione".

Ciaspolate no

Ma c'è anche chi invece non la pensa così. Ieri (venerdì 22 gennaio) si è tenuto un summit in Friuli Venezia Giulia al quale hanno partecipato il prefetto di Trieste Valerio Valenti e la Regione. Come riferisce Telefriuli, è stato concordato che gli spostamenti per le attività sportive in montagna non sono consentiti ad eccezione e degli sportivi professionisti. Sono invece consentiti gli spostamenti in comuni limitrofi per coloro che vivono in un comune sprovvisto di una determinata struttura sportiva. Insomma, i dubbi rimangono tutti.

In zona rossa: no

In zona rossa il discorso è ovviamente no. Vediamo la Faq del governo. Domanda:

È possibile recarsi in un altro Comune al solo scopo di fare lì attività sportiva? In alternativa, è possibile varcare i confini comunali mentre si pratica l’attività sportiva (per esempio correndo o valicando un monte), per concluderla comunque all’interno del proprio Comune?

E risposta:

"Nell’area rossa è consentito svolgere l'attività sportiva esclusivamente nell’ambito del territorio del proprio Comune, dalle 5.00 alle 22.00, in forma individuale e all'aperto, mantenendo la distanza interpersonale di due metri. È tuttavia possibile, nello svolgimento di un’attività sportiva che comporti uno spostamento (per esempio la corsa o la bicicletta), entrare in un altro Comune, purché tale spostamento resti funzionale unicamente all’attività sportiva stessa e la destinazione finale coincida con il Comune di partenza".

Altri spostamenti: amici e spesa

Per quanto riguarda gli altri spostamenti, possiamo andare a casa di amici e parenti una sola volta al giorno in massimo di due persone con l'eccezione dei figli under 14, ma solo all'interno del Comune (qui tutti i dettagli).

Per quanto riguarda la spesa possiamo farla fuori dal nostro comune se da noi manca il punto vendita o se nell'altro comune c'è maggior convenienza economica (qui tutti i dettagli). Confermato l'ok allo sconfinamento per andare a trovare i figli "minorenni" per i genitori separati, così come via libera per chi presta assistenza a persone non autosufficienti, sempre "ove non sia possibile assicurare loro la necessaria assistenza tramite altri soggetti presenti nello stesso Comune". Possibile, ma "fortemente sconsigliato" portare o andare a prendere i figli dai nonni anche fuori dal Comune all'inizio/termine della giornata lavorativa. L'importante è percorrere "il tragitto strettamente necessario".

Per tutti gli spostamenti sopra elencati bisogna sempre produrre un'autocertificazione in cui motivare lo l'uscita dal territorio comunale.