Giovedì 18 Aprile 2024

Atleta violentata, scontro con la Federazione: "Perché non li avete sospesi?". Il presidente: fatto il possibile

La ragazza: "A Istanbul ho cambiato hotel a spese di mia mamma per non incrociare quei tre". La difesa di Azzi (Fis): non siamo un’autorità giudiziaria, ma pronti a costituirci parte civile

Aula di tribunale (foto generica)

Aula di tribunale (foto generica)

Siena, 4 marzo 2024 – “Noi abbiamo fatto tutto quello che potevamo, non possiamo sostituirci all’autorità giudiziarie. Non abbiamo i poteri per indagare su ipotesi di reato gravi come questi, da codice rosso". Paolo Azzi, presidente della Federazione italiana scherma, si difende così dall’accusa arrivata dall’avvocato Luciano Guidarelli: perché non sono stati sospesi i tre azzurrini su cui grava l’ipotesi di accusa di stupro di gruppo su una giovane collega uzbeka? E perché, di fatto, non si è impedito che la giovane potesse nuovamente incontrarli in occasione di una competizione internazionale? "È successo a Istanbul – ricorda ora l’avvocato Guidarelli –, la ragazza ha incrociato in albergo uno dei tre. La madre, a sue spese, le ha cambiato albergo, perché per lei la situazione era insopportabile. La sofferenza e l’umiliazione sono state inaccettabili".

Ieri la ragazza, che da pochi giorni è diventata maggiorenne, era in Messico e tra oggi e domani rientrerà in Italia. "La madre al telefono non è praticamente riuscita a parlarci – afferma Guidarelli –, perché è stata travolta dal clamore mediatico. Non ce ne sarebbe stato bisogno, se si fossero prese le adeguate misure".

La Federscherma, con una nota ufficiale, ha dichiarato di aver "tempestivamente, e in più occasioni, avuto confronti diretti con la magistratura inquirente, al fine di conoscere la situazione e gli sviluppi dell’attività investigativa", depositando "anche la nomina per una costituzione di parte civile nell’eventuale giudizio, qualora venisse disposto dalla giustizia ordinaria".

Un passaggio, questo, intrapreso ieri anche dal Comune di Chianciano Terme, con il sindaco Andrea Marchetti che ha annunciato la costituzione di parte civile dell’amministrazione "ove l’autorità competente individuerà i presupposti per rinviare a giudizio i soggetti responsabili". Si tratta, ha aggiunto, di "un fatto denigrante che provoca una lesione morale e fisica per la vittima e per il concreto interesse del Comune di preservare il nostro territorio da reati così spregevoli".

Resta il nodo sollevato dall’avvocato Guidarelli, sull’eventuale opportunità di una sospensione per i tre atleti, e la replica che arriva dal presidente federale Azzi: "A suo tempo abbiamo attivato la Procura e la giustizia federale, facendo tutti i passi necessari – ha affermato –. Su quali basi possiamo sospendere gli atleti indagati oggi? Serve almeno un provvedimento cautelare, un rinvio a giudizio o la chiusura delle indagini". Nell’ultimo biennio altri due scandali avevano coinvolto il mondo della scherma e sempre ai danni di atlete minorenni: i casi dell’olimpionico Andrea Cassarà e dell’arbitro Emanuele Bucca, accusati rispettivamente di riprese in uno spogliatoio e di molestie.