Mercoledì 29 Maggio 2024
SILVIA SANTINI
Cronaca

Via Crucis, svolta a Loreto. Una donna porta la croce: "Contro i femminicidi"

L’ultima stazione della processione era sempre stata assegnata al vescovo

LORETO (Ancona)

Non sarà il vescovo di Loreto quest’anno a portare la Croce nell’ultimo tratto del percorso della Via Crucis il Venerdì Santo. Lo farà invece, per la prima volta in assoluto, una donna, la loretana Veronica Mariani, moglie e mamma 33enne. È così che "La Morte del Giusto", storica rappresentazione della Passione di Cristo, viene dedicata a tutte le donne vittime di femminicidio e soprusi.

"Quest’anno il tema dominante è quello del femminicidio – spiega Gino Principi, presidente del Centro turistico giovanile Val Musone – unitamente ad una riflessione dedicata ai bimbi vittime di tutte le guerre, senza distinzioni. Infatti, accanto alla ragazza che si caricherà sulle spalle la Croce nel tratto finale, ci sarà anche un bambino. Saranno espresse importanti considerazioni di natura teologica su questi temi, citando i Vangeli e San Tommaso D’Aquino".

Fin da bambina ha preso parte anche Veronica Mariani alla Passione della sua Villa Musone. Quando Mario Serenelli, che ha portato la croce vestendo i panni di Gesù dal 1978 al 2004, per ben 27 anni, dal Ctg le ha chiesto se voleva vestire quei panni non ha esitato a dire di sì. "Sono stata onorata della richiesta. Partecipo da quando sono piccola, in realtà tutta la mia famiglia è quasi parte integrante di questa meravigliosa manifestazione – ha detto Mariani -. Per quanto si parli di emancipazione della donna, in questo periodo più che mai, c’è ancora tanta strada da fare se accadono tantissimi episodi di violenza di ogni tipo, sul posto di lavoro, tra le mura domestiche, nei confronti della figura. Mi ritengo una persona molto fortunata, sto affrontando un periodo meraviglioso dovuto alla maternità e la mia famiglia mi sostiene da sempre e in tutto. E’ importante dare un segnale".

La Morte del Giusto di Loreto è rientrata nel gruppo delle 32 sacre rappresentazioni italiane che ambiscono al riconoscimento di Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. Nelle Marche, sono solo cinque: oltre a Loreto, Tolentino, Cantiano, Sassoferrato e Apecchio. Intanto, in attesa del pronunciamento che dovrebbe arrivare a fine anno, venerdì va in scena l’edizione numero 47, con l’intera frazione lauretana che per mesi ha lavorato al suo allestimento tra attori, costumisti, attrezzisti, volontari per la sicurezza. Ideata nel 1978 dal viceparroco dell’epoca, padre Valentino Lanfranchi, che la mise in scena nei locali parrocchiali con alcuni ragazzi del suo gruppo, la Passione Vivente di Villa Musone viene realizzata già da molti anni grazie all’impegno del Ctg e fa parte del circuito Europassione per l’Italia. Oggi è universalmente riconosciuta come una delle più suggestive delle Marche per complessità delle ambientazioni, realismo dei costumi e i suoi quasi 400 figuranti in movimento, che dall’area retrostante la tensostruttura salgono fino al Golgota allestito nella collina ai piedi della Santa Casa.