Sabato 22 Giugno 2024
ALESSANDRO
Cronaca

Una pace impossibile? "La Cina si è schierata, mediazione più difficile Ora trattative segrete"

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di Alessandro

Farruggia

"Sembra che siamo in un cul de sac, che la ricerca della pace sia impossibile. Nessuno oggi è disponibile a cedere. Tredici mesi di guerra hanno reso più difficile il compromesso. Ma come spesso è accaduto, non mi sorprenderei affatto se oggi sull’Ucraina si trattasse in segreto a più livelli". Così lo storico Gregory Alegi (foto), docente alla Luiss di Roma.

Davvero sono possibili trattative segrete?

"In passato è successo spesso. Basti pensare all’intesa su Cuba, concretizzata dall’amministrazione Obama, ma, si è scoperto dopo, al termine di vent’anni di trattative discrete. In pubblico si tiene una posizione massimalista e poi, dietro, qualcuno si parla cercando soluzioni più o meno creative. Come sempre, è un poker multigiocatore".

Dopo la visita di Xi a Pechino la pace è più vicina o più lontana?

"La possibilità della Cina di fare pubblicamente da mediatore sembra indebolita dalla scelta di schierarsi apertamente con la Russia".

Se invece Pechino insistesse, che possibilità c’è che dia vita a una organica proposta di pace?

"Non molte perchè una volta che si andrà sul concreto si rischia di perdere il mezzo consenso raccolto sui principi generici. In particolare il punto cruciale è quello del rispetto dell’integrità terrotriale, per il quale ci sono almeno tre letture. La prima è che si torni ai confini pre 2014, la seconda è che la Russia mantenga i territori che ha annesso, la terza è che si garantisca l’integrità territoriale anche delle repubbliche del Donbass e della Crimea. Come si vede, significa tutto e il suo contrario".

Ma Pechino cosa vuole veramente?

"Tutelare i propri interessi e uno status da grande potenza. Garantendo a Mosca copertura politica ed economica ha ottenuto di fatto una ruolo prevalente nella partnership. Quanto alla guerra in Ucraina, la Cina vuole una soluzione che salvi la faccia a Putin, ma che sia accettabile anche per Kiev. Ci vorrà tempo. La Cina non ha fretta, fa le sue mosse diplomatiche e sa che comunque è lei la vincitrice strategica. Se e quando ci saranno le condizioni giuste, farà una proposta seria".

Chi sono altri attori che potrebbero fare da mediatori? Turchia, Israele, Onu, Papa...

"Dei quattro, solo la Turchia sul grano ha prodotto qualche risultato. Ma la realtà è che Ucraina e Russia non sembrano oggi disponibili".

Magari qualcuno può incentivarle. Prodi disse: le chiavi della pace stanno a Washington e a Pechino. Se decidono, possono essere convincenti.

"Se decidono. Ma mi pare che i desiderata delle due capitali siano diversi".

Cosa vuole veramente l’America di Biden?

"Una Europa atlantica, solida e sicura. Continuerà a sostenere l’Ucraina fino a quando necessario: qualsiasi segnale della riduzione dell’assistenza sarebbe visto dai russi come una autorizzazione a proseguire la loro occupazione".

I contendenti ritengono ancora di poter prevalere militarnente?

"Pragmaticamente, non hanno alternative. E poi sanno che se c’è una tregua si legittima il possesso di ciò che è stato preso. Il che ai russi andrebbe anche bene, ma per Kiev è inaccettabile. Ma dietro le quinte, magari si parlano".