Lunedì 17 Giugno 2024

Udine, tenta di strangolare guardia medica. La denuncia: "Inammissibile rischio vita così"

L'accompagnatore di un paziente ha messo le mani al collo di una dottoressa specializzanda. La vittima e una collega sui social: "Chiediamo più tutela nello svolgimento del nostro lavoro"

Il post di Giada Aveni sull'aggressione alla collega

Il post di Giada Aveni sull'aggressione alla collega

Udine, 9 gennaio 2023 - Una dottoressa specializzanda di 28 anni ha subìto un principio di strangolamento, mentre era di turno come guardia medica nel piazzale esterno del presidio ospedaliero 'Gervasutta' di Udine, sabato sera (il 7 gennaio). A denunciarlo è la vittima stessa, ma anche una sua collega con alcuni post sui social. "Non è possibile che un medico nell’esercizio delle proprie funzioni venga aggredito per aver invitato un paziente, dopo avergli prestato le cure ritenute opportune, a recarsi in pronto soccorso nel suo interesse", scrive Giada Aveni, 31 anni di Gemona, che ha scelto di raccontare l'episodio vissuto da Adelaide Andriani, ma anche da lei, visto che le due dottoresse erano insieme quella sera.

L'aggressore era l'accompagnatore di un paziente di nazionalità pakistana, a cui era stato consigliato di recarsi in Pronto soccorso per alcuni approfondimenti diagnostici. Friulisera riporta che il paziente presentava una fasciatura a una gamba, per delle ferite su cui le guardie mediche non avevano strumenti per intervenire. Per questo il consiglio di andare al Pronto soccorso. Ma l'accompagnatore (e traduttore del paziente) avrebbe preteso in modo molto minaccioso e aggressivo che il ferito venisse curato lì sul posto. Così la dottoressa ha invitato i due uomini a uscire dall'ambulatorio e proprio nel piazzale esterno è avvenuta l'aggressione.

L'uomo ha messo le mani al collo alla dottoressa, tentando di strangolarla. "Mi ha messo le mani al collo, per qualche istante ho pensato che sarei morta soffocata", ha scritto Andriani, come riporta 'il Gazzettino'. E qui è intervenuta Aveni, che è riuscita a liberare Adelaide dalla stretta. Aggressore e paziente poi si sono dati alla fuga, prima dell'arrivo delle forze dell'ordine. La specializzanda ha però fatto sapere che i Carabinieri hanno già identificato l'uomo, essendo accorsi poco dopo la richiesta di aiuto. 

Da questo episodio, le due dottoresse hanno lanciato il loro appello sui social: "Chiediamo più tutela nello svolgimento del nostro lavoro. [...] Non è ammissibile rischiare la propria vita sul posto di lavoro perché non si è abbastanza tutelati, perché spesso il medico di continuità assistenziale viene considerato un medico di serie B", ha scritto Aveni, pubblicando anche foto e video del collo arrossato e con gli evidenti segni del principio di strangolamento della collega Andriani. 

"Sono profondamente indignato per l'aggressione subita da una giovane" dottoressa "che presta servizio come guardia medica a Udine. La violenza e l'intimidazione che ha dovuto affrontare sono inammissibili e non devono essere tollerate in nessuna forma", ha commentato Riccardo Riccardi, vicegovernatore e assessore con delega alla Salute del Friuli Venezia Giulia, in un post su Facebook.