Cadavere bendato di Trieste, Garofano: “Sembra un’esecuzione, ecco perché”

L’ex comandante del Ris: “Dagli elementi a disposizione il suicidio mi sembra più difficile”

Cadavere legato e bendato: nuovo giallo a Trieste
Cadavere legato e bendato: nuovo giallo a Trieste

Trieste, 24 settembre 2023 - Generale Luciano Garofano, biologo, ex comandante del Ris: che idea si è fatto del cadavere bendato e legato di Trieste, trovato appeso a un guardrail? “La premessa doverosa è che a distanza, senza vedere le foto, diventa difficile avanzare un’ipotesi. Ma per i pochi elementi disponibili, sembra un’esecuzione”. Perché? “Per il luogo e le modalità davvero particolari in cui è stato ritrovato il corpo”. Se è stata un’esecuzione, che messaggio si è voluto dare? “Di sicuro quel cadavere, ancorato e reso visibile, è stato oltraggiato. Altro non mi sento di dire. Ripeto: sono solo ipotesi formulate sui pochi elementi che ho a disposizione. Se è stato un omicidio, è una modalità che mira anche all’umiliazione della vittima. Ma qui mi fermo. Anche perché non mi voglio avventurare su un terreno che non è di mia competenza”. Lei è biologo, specializzato nel far parlare le tracce. “Spero e voglio essere sicuro che sia stata fatta un’attività di recupero completa, su quella scena. Non solo del cadavere ma anche di tutti gli altri elementi indispensabili per arrivare a decifrare la storia”.

A cosa si riferisce?

"Naturalmente i sistemi di videosorveglianza sono fondamentali e possono dare informazioni utili. Ma occorre analizzare anche tutto il resto, a partire dai lacci. Per cercare eventuali tracce di impronte papillari e Dna”. In altre parole, la scena non deve essere contaminata. “Esattamente. Chi interviene per primo e si occupa di recuperare il corpo, quindi non è né medico legale né polizia scientifica, inconsapevolmente potrebbe rischiare di inquinarla. Vedo casi così tutti i giorni. Ci si concentra magari sul cadavere, non altrettanto a proteggere le tracce.

E perché, invece, ritiene difficile un suicidio per l’uomo appeso al guardrail? 

"Se è vero che era legato mani e piedi e bendato… Ecco, tutti questi elementi mi rendono poco incline a pensare che abbia voluto togliersi la vita”.

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Lei è consulente di Sebastiano Visintin, marito di Liliana Resinovich. La morte di Lilly è ancora un giallo, dopo quasi due anni. Trieste città dei misteri?

“Direi che si tratta solo di una coincidenza. Per quanto riguarda il caso di Liliana Resinovich, aspettiamo la conclusione delle analisi richieste dal gip prima di dare risposte. E poi tutta la storia criminale del mondo è affollata di misteri”.