Martedì 28 Maggio 2024
ROBERTO GIARDINA
Cronaca

Tank negati all’Ucraina Germania nella bufera E gli Usa avvisano Kiev: "Rimandate l’offensiva"

L’opposizione a Scholz: "La storia ci guarda". L’appello dei Paesi baltici. Washington mostra le foto satellitari dei treni pieni di missili per i russi:. "Ecco come la Corea del Nord rifornisce i miliziani della Wagner"

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di Roberto Giardina

L´Ucraina ha rivelato un’immagine sorprendente della Germania, non più bellicosa e militarista, ma la più pacifica d’Europa o, per altri, egoista. Resiste alle pressioni della Nato, degli Stati Uniti, dei Paesi baltici (è di ieri l’appello affinché Berlino consegni i Leopard 2 a Kiev) ed esita a esaudire le richieste sempre più pressanti di Zelensky: "L’indecisione tedesca ci costa vita umane". Il Cancelliere Scholz non vuole, al momento, consegnare i Leopard 2, i migliori al mondo. Perché è un allievo di Gerhard Schröder, l’ultimo a difendere ancora Putin, restìo a rompere con la Russia, o preoccupato per gli sviluppi del conflitto?

I tedeschi sono divisi, il 41% ritiene gli attuali aiuti adeguati, per il 35 si potrebbe fare di più, il governo si spacca, tra i socialdemocratici di Scholz, e verdi e liberali pronti a aiutare Kiev, costi quel che costi. "Non esitiamo – risponde il nuovo ministro alla Difesa, Boris Pistorius –, vogliamo che sia una decisione condivisa con i nostri partner. Inviare i Leopard 2 in guerra è un passo in avanti, da calcolare senza cedere alle emozioni, siamo già tra i paesi più generosi a fianco di Kiev".

Pistorius ha preso il posto della compagna di partito Christine Lambrecht, costretta alle dimissioni nei giorni scorsi, accusata di incompetenza, ma soprattutto perché si rifiutava di esaudire le richieste di Zelensky. La liberale Marie Agnes Strack Zimmermann, accusa Scholz di perdere tempo: "I dubbi del Cancelliere sono una catastrofe… la storia ci guarda"". Le risponde con durezza Ralf Mutzenich, capo frazione al Bundestag della Spd: "Stiamo attenti a non farci trascinare dalle emozioni, oggi ci chiedono i panzer, domani i caccia, e truppe". Scholz precisa: potremmo cedere i Leopard 2, solo dopo che gli Usa consegnaranno i loro Abrams. I carri armati americani sono inferiori comunque a quelli prodotti dalla Rhein Metall tedesca.

Berlino finora ha inviato 40 panzer Marder, ma antiquati e di dimensioni modeste. E sette Gepard, panzer adatti solo alla difesa. Pistorius sembra più deciso di Frau Lambrecht, ma non intende cedere ai falchi. Ha dei dubbi che i Leopard possano decidere il conflitto, come spera Zelensky, e cedere il panzer presenta un rischio: è un mostro tecnologico, pesante, veloce, ma servono mesi per imparare a usarlo. I carristi ucraini dovrebbero essere istruiti in Germania, o i militari tedeschi dovrebbero essere inviati in Ucraina. La Russia potrebbe giudicarlo una diretta partecipazione dei tedeschi alla guerra, non solo un aiuto indiretto. Per questo, si spiega, si mette anche il veto alla cessione dei Leopard 2 da parte di Varsavia e di Praga: per contratto è necessario l´assenso della Germania.

Intanto, mentre l’Europa tentenna sui Leopard 2, l’americana Cnn mostra le immagini satellitari di convogli ferroviari, carichi di missili e armi, provenienti dalla Corea del Nord e diretti ai russi che combattono, in particolare ai miliziani della Wagner. E parallelamente Washington consiglia all’Ucraina di aspettare a lanciare l’offensiva finale contro la Russia fino a quando non sarà disponibile l’ultimo pacchetto di armi Usa e non sarà completato l’addestramento dei soldati di Kiev.

Ma i Leopard 2 "non sono una priorità – insiste Pistorius –, all’Ucraina servono soprattutto mezzi contraerei". Gli ribatte il ministro della Difesa ucraino Oleksii Reznikov, riferendo che le forze ucraine si addestreranno per utilizzare i carri armati Leopard 2 in Polonia, nonostante la mancata decisione dei partner occidentali sulla fornitura a

Kiev dei carri armati di fabbricazione tedesca. Parlando al servizio ucraino di Voice of America, Reznikov ha descritto l’addestramento delle truppe ucraine in Polonia come una svolta, augurandosi presto un via libera alla consegna dalla Germania.