Sabato 15 Giugno 2024

Uccise il ladro, il tabaccaio di Pavone Canavese condannato a 5 anni

La procura aveva chiesto 12 anni per Franco Iachi, la difesa l’assoluzione: “Ricorreremo in appello”. L’imputato: “Mi sono solo difeso ma da padre e nonno ho sofferto per quello che è successo”

Pavone Canavese, fiaccolata di solidarietà per Franco Iachi nei giorni dopo l'accaduto (Ansa)

Pavone Canavese, fiaccolata di solidarietà per Franco Iachi nei giorni dopo l'accaduto (Ansa)

Ivrea, 30 maggio 2024 – Il tribunale di Ivrea ha condannato Franco Iachi Bonvin a 5 anni di carcere. Il tabaccaio di Pavone Canavese (Torino) era accusato di omicidio volontario: il 7 giugno 2019 sparò ai ladri che stavano rubando la macchinetta cambiamonete dal suo locale, uccidendo Ion Stavila, 24 anni, moldavo. Il processo è stato celebrato con rito abbreviato. 

La procura aveva chiesto 12 anni, la difesa l’assoluzione ai sensi della nuova legge sulla legittima difesa. La sentenza di oggi è comunque un successo secondo i legali di Bonvin, dal momento in cui “sono state riconosciute le attenuanti generiche, il risarcimento del danno e, soprattutto, la provocazione”. 

Deluso invece l’imputato. “Mi aspettavo di essere assolto”, ha detto all’uscita del palazzo di giustizia di Ivrea. Non ho fatto altro che difendermi ma da persona normale, padre e nonno, ho trascorso questi anni soffrendo per quello che è successo”.  Gli avvocati Mauro Ronco e Sara Rore Lazzaro ricorreranno in appello.

Dapprima la procura aveva indagato Iachi per ‘omicidio colposo per eccesso di legittima difesa’, ma il giudice per l’udienza preliminare ha inviato il pm a riformulare l’accusa in ‘omicidio volontario’. 

“Nell'istruttoria  – spiegano  i due legali – ci sono due ipotesi alternative che raccontano quello che è successo e bisogna vedere quale delle due il giudice ha ritenuto valida. In ogni caso, in entrambe le versioni, ci sta la legittima difesa”. 

A processo si sono confrontate due perizie balistiche, quella della procura afferma che il colpo mortale è stato sparato dall’alto verso il basso. Ricostruzione confermata anche dall’autopsia. Il che smentisce la versione del tabaccaio che dice quella notte di essere sceso di casa dopo aver sentito suonare l’allarme del negozio, collocato al piano terra dello stesso stabile. Qui avrebbe sorpreso i ladri e iniziato una colluttazione. Solo dopo avrebbe sparato. La perizia chiesta dalla difesa invece sostiene che un primo colpo venne effettivamente esploso dall’alto – dunque verosimilmente dal balcone di casa – ma che il proiettile mortale venne sparato al piano terra, nel negozio. E’ necessario aspettare il dispositivo della sentenza per capire quale delle due versioni i giudici abbiano preso per buona. 

Che fine hanno fatto gli altri due ladri, spariti con un bottino di circa 2mila euro? Solo uno dei due venne rintracciato, ma la sua posizione è stata archiviata dal momento in cui i titolari della tabaccheria non hanno mai presentato querela.