Lunedì 17 Giugno 2024

Stupro di Palermo, la vittima 19enne si sfoga sui social con gli haters: “Chiudete la boccuccia e non giudicate”

La ragazza su Instagram ha attaccato chi ha criticato i suoi video sui social sostenendo che si sarebbe meritata la violenza: “Sinceramente sono stanca di essere educata”

Telecamere di sorveglianza hanno ripreso il branco mentre trascinava la ragazza verso il lungomare di Palermo

Telecamere di sorveglianza hanno ripreso il branco mentre trascinava la ragazza verso il lungomare di Palermo

Palermo, 26 agosto 2023 - La 19enne vittima dello stupro di Palermo ha rotto il silenzio per rispondere agli haters che l’accusano. La giovane palermitana ha attaccato su Instagram chi ha criticato i suoi video affermando che lei si sarebbe meritata la violenza.

"Sinceramente sono stanca di essere educata quindi ve lo dico in francese, mi avete rotto i co… con cose del tipo: 'ah ma fa i video su tik tok con delle canzoni oscene', 'è normale che poi le succede questo', oppure 'ma certo per come si veste", si legge nello sfogo della vittima della violenza del 7 luglio.

La ragazza continua: "Me ne dovrei fregare, ma non lo dico per me più che altro se andate a scrivere cose del genere a ragazze a cui succedono cose come me, e fanno post come me, potrebbero ammazzarsi. Sapete che significa suicidio? Già sapevo che qualcuno avrebbe fatto lo scaltro, ma io rimango me stessa e manco se mi pagate cambio, perciò chiudetevi la boccuccia, piuttosto che giudicare una ragazza stuprata".

Intanto proseguono le indagini sulla violenza di gruppo, gli investigatori continuano ad tenere nel mirino il video girato dal più grande tra i giovani indagati. Da una intercettazione prima del suo arresto, Angelo Flores, risponde a un amico che lo invita a cancellare il filmato: "ma io adesso li sto eliminando tutti. Li sto mandando solo a chi li devo mandare e li elimino". Questa frase fa intendere una condivisione del video, ed gli inquirenti vogliono scoprire a chi Flores abbia mandato le immagini, e per quale finalità. I sei arrestati, Angelo Flores, Elio Arnao, Christian Maronia, Samuele La Grassa, Gabriele Di Trapani e Cristian Barone, sono trasferiti in diverse strutture penitenziarie per via delle minacce e del clima che si era creato nella struttura circondariale di Palermo. E in carcere è tornato anche il minorenne affidato a una struttura in un primo momento: si vantava sui social.