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18 lug 2022

Strage via D’Amelio, le carte segrete degli 007 Usa: "Mafia infiltrata a tutti i livelli"

Il libro dello storico Spiri rivela le prime reazioni di Washington dopo la strage del 19 luglio 1992: "Agenti in rivolta, non vogliono fare i martiri. L’Fbi ha fornito aiuto, ma non c’è collaborazione"

18 lug 2022
andrea spiri
Cronaca
Nella strage di Via D’Amelio morirono il giudice Borsellino e 5 agenti della scorta
Nella strage di Via D’Amelio morirono il giudice Borsellino e 5 agenti della scorta
Nella strage di Via D’Amelio morirono il giudice Borsellino e 5 agenti della scorta
Nella strage di Via D’Amelio morirono il giudice Borsellino e 5 agenti della scorta

Roma, 18 luglio 2022 - Domenica 19 luglio 1992, un cablogramma "urgente" corre lungo il canale diplomatico che unisce Roma e Washington. Il documento porta la firma dell’ambasciatore statunitense in Italia, Peter Secchia, ed è indirizzato al presidente George H.W. Bush e al segretario di Stato James Baker. Il titolo riflette il dramma che si è abbattuto sulla penisola: "Another anti-mafia Judge assassinated". In quelle stesse ore, dalla Sicilia, anche il console Richard Mann trasmette le sue informative sull’altra sponda dell’Atlantico: "Secondo le dichiarazioni rese da un pentito che sta collaborando con gli inquirenti", Paolo Borsellino era stato identificato come "il principale obiettivo" del boss Totò Riina "poco prima che saltasse in aria Giovanni Falcone". La sua è una fine annunciata, sembra voler suggerire il diplomatico, le cui considerazioni fanno il paio con un interrogativo polemico che si leva nelle stanze dell’Ambasciata di via Veneto: "Dove sono finiti i decreti antimafia varati dal governo Andreotti all’inizio del mese di giugno?". L’atmosfera a Palermo – raccontano gli uomini della diplomazia a stelle e strisce – si è fatta "eccezionalmente pesante". Dopo il sacrificio di tre poliziotti a Capaci, la morte adesso di altri cinque agenti di sicurezza, "fra i quali una ragazza di appena 24 anni", Emanuela Loi, "ha scatenato una rivolta tra le file del reparto scorte" e "per protesta si è deciso di non garantire ulteriori servizi, visti come inutile spreco di vite" a fronte dell’"impossibilità di proteggersi da attacchi simili". Dalla Casa Bianca, nel frattempo, giungono conferme sulla disponibilità del governo statunitense a fornire "ogni tipo di assistenza e cooperazione nelle indagini" per risalire ai mandanti e agli esecutori dell’attentato: "Una squadra investigativa speciale è pronta a partire da Washington quando l’Italia lo riterrà opportuno", assicura Secchia, conversando con gli interlocutori istituzionali a Roma. E una richiesta verbale di sostegno ...

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