Roma, 8 febbraio 2020 - Aggiornamento: Spostamenti tra regioni, pronta la proroga del diviete. Tre strade sul nuovo decreto

 

Per la decisione che tutti gli italiani aspettano, quella sullo mobilità tra regioni, sarà la più classica delle settimane decisive. Un'espressione che solitamente significa il rinvio a data da destinarsi. Il 15 febbraio scade infatti il divieto di mobilità previsto dall'ultimo Dpcm, ma con una crisi di governo di mezzo, nessuno vuole assumersi responsabilità che potrebbero ripercuotersi in senso negativo (in termini di consenso elettorale) se la scelta dovesse tramutarsi in un'impennata di contagi da Coronavirus fuori controllo.  A maggior ragione ora che le varianti Covid minacciano una terza ondata e si corre ai ripari con le micro zone rosse. Ma c'è sempre un ma. E se si dovessero realizzare alcune condizioni, una decisione su spostamenti, riapertura dei ristoranti la sera e delle palestre potrebbe anche arrivare a sorpresa.

 

Covid: il bollettino dell'8 febbraio

La situazione attuale

Per il momento il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia è stato tra i pochi a essersi esposti pubblicamente. “Sarà il nuovo governo - ha detto - a fare una valutazione, e, sulla base del quadro epidemiologico, sulla mobilità tra le Regioni nelle diverse fasce e in particolar modo in fascia gialla, anche perché eventuali misure limitative necessitano di un apposito decreto legge". Anche perché sul tema del nuovo Dpcm si è aperto un vero e proprio fronte durante le consultazioni, con diversi esponenti leghisti che hanno giurato - una volta usciti dal faccia a faccia con Mario Draghi - che il premier in pectore non userà più quello strumento.

Cosa potrebbe succedere

Il 15 febbraio, se non verrà presa alcuna decisione, scadrà il divieto di mobilità e il 16 ci si potrà tornare a muovere tra le regioni gialle. Ma se Draghi riuscirà a ottenere una maggioranza e a formare una nuova squadra di governo entro la settimana, potrebbe subito arrivare una proroga del divieto - tramite decreto legge - che impedirà questo tipo di spostamenti. Una scelta che al momento sembra la più plausibile, visto che i contagi sono in ripresa, le varianti stanno cominciando a diffondersi a macchia di leopardo ed è scattata l'introduzione (a partire da oggi) delle cosiddette microzone rosse.

Il nodo ristoranti e coprifuoco

Il 5 marzo scadono molti altri divieti, tra cui quello del coprifuoco tra le 22 e le 5 e la chiusura alle 18 dei ristoranti (in zona gialla). Entro quella data il governo dovrà decidere se confermarli o eliminarli. Molto dipenderà da chi entrerà a far parte della squadra di Draghi. Il Cts ha  precisato di non aver mai dato un via libera alla riapertura dei ristoranti la sera. Ma i governatori sono in pressing. 

Palestre e cinema

Per quanto riguarda palestre e piscine, il Comitato tecnico scientifico sta esaminando un protocollo che dovrebbe consentire almeno la partenza delle lezioni individuali. Per cinema e teatri, invece, la situazione è più fluida e un'eventuale riapertura il 6 marzo è in fase di valutazione. 

Impianti sciistici

Il Cts la scorsa settimana ha dato il via libera alla riapertura degli impianti di risalita in zona gialla, accogliendo quasi totalmente il protocollo delle Regioni, a eccezione del via libera nelle regioni arancioni: richiesto dai governatori (seppure ad alcune condizioni), ma respinto in toto dal Comitato Scientifico. Lo sci dovrebbe quindi ripartire dal 16 febbraio, ma la questione è chiaramente intrecciata al nodo spostamenti tra regioni. Anche in questo caso, determinanti sarà il prossimo monitoraggio Iss di venerdì.

L'eccezione Speranza

L'unico caso - anche se molto improbabile - in cui potrebbe essere presa una decisione prima della formazione della nuova squadra di governo è quello in cui Roberto Speranza rimanesse ministro della Salute. L'esponente di Leu resta tra i papabili per la poltrona, ma uno scatto in avanti appare uno scenario davvero lontano.

Indice Rt Italia e regioni. I dati Iss di oggi 5 febbraio