Roma, 11 dicembre 2020 - Spostamenti a Natale a Capodanno: ormai la strada è tracciata: il governo ha raccolto il pressing che veniva da più parti (sindaci e governatori in primo luogo) ed è orientato a rivedere i limiti strettissimi agli spostamenti fissati dal Dl spostamenti per il 25 e 26 dicembre e 1 gennaio: divieto cioè di spostarsi non solo fuori regione, ma anche al di fuori del proprio comune.

Spostamenti tra Comuni a Natale, Boccia: "Io e Speranza contrari"

Zona gialla Lombardia e Piemonte: ecco quando. La nuova mappa delle zone Covid in Italia

Indice Rt Italia e regioni: ecco i dati Iss

Coronavirus in Italia, il bollettino del 12 dicembre

Conte

A confermare le possibili aperture lo stesso premier Conte, in conferenza stampa oggi da Bruxelles. Per il presidente del Consiglio i limiti agli spostamenti nelle festività rischiano di "creare un problema oggettivo, è chiaro che chi vive in una grande città e ha i congiunti prossimi ha la possibilità di muoversi". Conte ha ammesso che "chi è in paesini più piccoli, può avere qualche difficoltà".  Quindi ha indicato la via per eventuali modifiche, che non arriveranno via Dpcm o decreto: "Se il Parlamento, assumendosene tutta la responsabilità, vuole introdurre eccezioni sui Comuni più piccoli, in un raggio chilometrico contenuto, torneremo su questo punto", ha detto. Ribadendo che "il Parlamento è sovrano", ma richiamando a "grande cautela in qualsiasi eccezione"

21 dicembre-6 gennaio: la Faq del governo

Spostamenti tra regioni gialle e arancioni

Zone gialle: quali regioni cambiano colore

Sì agli spostamenti

Nonostante nel governo ci sia ancora l'ala rigorista (incarnata dal ministro della Salute Roberto Speranza) che chiede di non allenatare i vincoli, il presidente del Consiglio si è convinto: nei giorni di Natale, Santo Stefano e Capodanno potremo spostarci al di fuori nel nostro Comune. Restano da definire i dettagli soprattutto per evitare che l'allentamento non si trasformi in un 'liberi tutti'. Primo fra tutti il provvedimento che sarà adottato per modificare il Dl spostamenti. Gli uffici legislativi di Palazzo Chigi sono al lavoro: l'ipotesi più probabile è quella di un provvedimento ad hoc che modifichi il Dl Spostamenti. Potrebbe essere un emendamento al Dl oppure un emendamento al Dl ristori. Esclusa invece la possibilità di una semplice Faq.

Lombardia e Piemonte zona gialla: cosa cambia

Dpcm 3 dicembre: le Faq

La mozione

Conte si è deciso a tornare indietro anche perché il centrodestra ha presentato in Senato una mozione per abolire la norma che passerebbe facilmente.

Bonaccini dice si ai ricongiungimenti familiari

Cosa può accadere

Ancora, come si è detto, mancano i dettagli. Certamente resterà in vigore il divieto si spostamento tra Regioni anche se in zona gialla. Resta invece da vedere se ci si potrà spostare solo tra Comuni che appartengono alla stessa provincia o anche fuori provincia. Sembra tramontata l'idea di limitare la deroga ai Comuni fino a 5mila abitanti anche per la difficoltà dei controlli. E' stata avanzata anche l'ipotesi di consentire la deroga solo per il giorno di Natale.

Il rientro a casa

Ricordiamo che in ogni caso anche nei giorni 25 e 26 dicembre e 1 gennaio sarà sempre consentito il ritorno alla propria residenza, domicilio o abitazione.

De Luca: "Natale e Capodanno non esistono"

Va controccorrente il governatore della Campania, Vincenzo De Luca: "La Campania chiede provvedimenti più rigorosi, è contraria al rilassamento, all'apertura della mobilità, a tutte le manfrine a cui stiamo assistendo, comuni piccoli, comuni grandi, cosa dobbiamo fare a Natale. In queste due settimane ci giochiamo il futuro del nostro Paese, dobbiamo avere la forza di resistere oggi a tutte le demagogie, dobbiamo avere il coraggio di dire che
quest'anno Natale e Capodanno non esistono altrimenti andiamo al disastro".

Crisanti: "No alle deroghe"

No alle deroghe sugli spostamenti dal virologo Andrea Crisanti: "Non penso che ci sia da essere d'accordo o contrari perché nessuno sa quale sarà l'impatto. Ma io sono contrario, solo perché il Governo aveva già deciso che questo era un divieto e per coerenza doveva mantenerlo. Oppure ci dovevano pensare prima".