Folla in centro a Milano per lo shopping natalizio (Ansa)
Folla in centro a Milano per lo shopping natalizio (Ansa)

Roma, 8 dicembre 2020 - Le richieste si moltiplicano, ma Palazzo Chigi e il ministro della Salute resistono alla richiesta di allentare le norme previste dal Dpcm del 3 dicembre per i giorni 25, 26 dicembre e 1 gennaio. Le richieste più reitirate vanno da un allentamento limitato come lo spostamento tra piccoli Comuni limitrofi e un più ampio relativo allo spostamento tra province. Molte regioni (tra queste Piemonte, Veneto, Lombardia, Toscana, Liguria ed Emilia Romagna) sarebbero favorevoli ma il governo è contrario, anche se domani (Iv sarebbe favorevole) valuterà se e come modificare qualche particolare del Dpcm. La  possibilità più concreta è un'operazione parlamentare, dove c'è chi potrebbe tentare di spacchettare la maggioranza introducendo un emendamento al Decreto Legge collegato, che è norma superiore al Dpcm e avrebbe un effetto a cascata. Al momento è però un'ipotesi di scuola.  

Il bollettino del 9 dicembre

Spostamenti tra Comuni a Natale: chi può muoversi e perché

In prima linea nel chiedere un allentamento c'è il centrodestra. "Stiamo cercando di convincere il governo a fare come in altri Paesi, per non dividere gli italiani. Il Natale non è un lusso per ricchi: sì alla prudenza, ma no alla prigione. Poter uscire dal proprio comune ad esempio entro un raggio di 50 km sarebbe una misura di buonsenso", scrive il leader della Lega, Matteo Salvini, su Twitter. Così lavorano le regioni guidate dall'opposizione. "Dal punto di vista epidemiologico - afferma il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana - non ha senso che sia considerato sicuro muoversi per le visite nel proprio Comune e sia definito pericoloso andare a trovare qualcuno che abita nel paese di fianco. Siamo ancora in tempo comunque, basta che ci sia la volontà politica. Ho chiesto al premier Conte di intervenire". 

Spostamenti tra Comuni, Bonaccini: "Servono deroghe per casi estremi"

Sulla stessa linea c'è il Piemonte. Dopo un confronto con le principali associazioni di enti locali - Anci, Anpci, Ali, Uncem, Upi - il presidente della Regione, Alberto Cirio, ha scritto una lettera al premier Giuseppe Conte per chiedergli di consentire i ricongiungimenti familiari nelle tre feste principali. "Con limiti chiari e regole certe la sicurezza e i valori umani possono convivere", ha sottolineato il governatore spiegando la sua iniziativa, firmata anche dai rappresentanti degli enti locali, con un post sul suo profilo personale di Facebook. "Non solo una esigenza di equità per un territorio come il nostro che ha quasi il 90% dei propri Comuni di piccole dimensioni demografiche, ma anche di tutela della fragilità dei nostri anziani di fronte al peso della solitudine". Nella lettera Cirio ha spiegato le caratteristiche del Piemonte e i sentimenti di chi vive in piccole realtà: "E' spontaneo il metro di paragone con le grandi città: uno spostamento da Roma nord a Roma sud è di circa 20 km, ed è così per tutte le grandi città d'Italia. In molte aree piemontesi, invece, l'arco di 20 km ricomprende una vera e propria costellazione di Comuni, una sorta di 'città diffusà che non raggiunge la densità demografica delle metropoli".

Ma anche regioni guidate dal centrosinistra vorebbero delle modifiche. Anche il presidente della Conferenza Stato Regioni e dell'Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, si era espresso nei giorni scorsi contro il divieto di spostamenti tra comuni limitrofi. "Stabilendo l'impossibilità di uscire dai piccoli Comuni - ha osservato Bonaccini - c'è un paradosso: ci si potrà muovere per decine e decine di chilometri all'interno delle grandi metropoli, ma non percorrere poche centinaia di metri tra piccoli Comuni, abitati da poche centinaia di persone. C'è una sperequazione". 

Anche l'Unione delle Province chiede modifiche al Dpcm. "La nostra proposta è di una correzione alle ultime disposizioni sul Natale: concedere la possibilità di spostamenti tra Comuni all'interno della stessa provincia nelle giornate delle festività. Sarebbe una soluzione di buon senso, una mediazione tra sicurezza e umanità", dichiara il presidente Michele De Pascale. "Lo dico senza però drammatizzare la questione - aggiunge De Pascale - mi rendo conto che i drammi sono ben altri, ma questo mi sembra un buon compromesso. Ci sono comuni con poche migliaia di abitanti tra i quali però non finisce il confine delle relazioni umane delle persone".

Preoccupate anche associazioni di categoria come la Coldiretti e la Cia. "La decisione di impedire gli spostamenti tra i comuni, senza alcuna distinzione nei giorni di Natale, Santo Stefano e Capodanno - osserva - colpisce duramente le 24mila strutture agrituristiche nazionali che sono principalmente situate in piccoli centri rurali con una clientela proveniente dalle grandi città e dai paesi limitrofi". "E' l'ennesima scure sul settore agrituristico e arriva a vanificare l'unica fonte di guadagno rimasta entro fine anno, come anche una delle poche occasioni di condivisione in sicurezza, il pranzo delle festività natalizie fuori casa e negli agriturismi" rincarala dose la Cia-agricoltori Italiani.

Un'ipotesi alternativa, una via "soft",  è quella attuata dalla Toscana, che con apposita ordinanza ha già introdotto regole più comprensive "interpretando" il Dpcm. Il testo ha deroghe al divieto di spostamenti tra comuni. E’ consentito spostarsi in un comune limitrofo a quello di residenza, domicilio o abitazione qualora il proprio comune non disponga di punti vendita dei prodotti necessari alle proprie esigenze oppure quando nel comune limitrofo siano presenti punti vendita che garantiscano una maggiore convenienza economica rispetto a tali prodotti. Lo spostamento è consentito, alle medesime condizioni, per accedere ai ristoranti con asporto. E' consentito raggiungere seconde case, camper o roulotte, imbarcazioni di proprietà in stato di messa a terra e presso il relativo porto e altri manufatti per lo svolgimento delle attività di manutenzione e riparazione necessarie e urgenti. E’ consentito spostarsi in un comune limitrofo a quello di residenza, domicilio o abitazione, in caso di rapporto fiduciario consolidato, per usufruire di attività di servizio e di servizi alla persona. Si potrà andare a funghi o tartufi. Si può svolgere l'attività agricola anche ai fini di autoproduzione, anche personale e non commerciale. Via libera anche allo spostamento per accudire animali o per attività di controllo venatorio. L’attività di pesca sportiva e dilettantistica può essere effettuata nella provincia di residenza. E’ consentito pure andare a trovare, anche in Comuni di aree differenti, i figli presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario per condurli presso di sé.

Ordinanza Regione Toscana in pdf