Giovedì 13 Giugno 2024
ANTONELLA COPPARI
Cronaca

Soluzione salomonica La rissa politica è solo un ricordo Sollievo bipartisan: meglio così

Mezzi sorrisi per l’esito della vicenda. Palazzo Chigi: "Non era stata una nostra scelta". Esulta la Lega: "È un buon compromesso". Il Pd: "Finisce una polemica senza senso"

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di Antonella Coppari

"Adesso vogliamo accollare pure Sanremo a Giorgia Meloni?". Le voci da Palazzo Chigi sbottano solo a chiedere se, nella soluzione del caso Zelenksy-Sanremo ci sia lo zampino della premier. Non sarebbe stata lei a quadrare il cerchio con la scelta di far intervenire il leader ucraino al festival "solo" con un testo letto dal conduttore. Una soluzione salomonica, che pertanto mette tutti d’accordo perché tutti sono scontenti. Persino lei, nota qualcuno, che non ha mai fatto venire meno il sostegno a Kiev da quando è iniziata la guerra. "È Salvini, contrario all’ipotesi di un passaggio in video, ad uscirne vincitore". Quanto a Zelensky, da Bruxelles fanno sapere che ci sta pensando l’Ue a garantirgli una presenza mediatica in questa settimana. Il presidente ucraino potrebbe arrivare nella capitale belga giovedì ed essere presente con i 27 leader dell’Unione al Consiglio Europeo. Nella stessa giornata, potrebbe intervenire al Parlamento Europeo convocato in plenaria in via straordinaria.

Tant’è: qui in Italia non maschera l’irritazione Pier Ferdinando Casini che non esita a rivangare i bei tempi di Biagio Agnes: "La Rai è riuscita nella singolare impresa di essere ridicolizzata anche dalla portavoce del ministero degli Esteri russo, Zakharova. Credo che Agnes si rivolti nella tomba a pensare come si sia ridotto il servizio pubblico". Di parere opposto Maurizio Gasparri (FI), convinto che mischiare Zelensky con il televoto fosse "sbagliato" sin dall’inizio, ritiene che la lettura di un testo non eviti il vituperato mix: "Le tragedie sono tragedie e le canzoni sono canzoni". Sulla stessa lunghezza il leader del Terzo polo, Carlo Calenda; contrario a mettere insieme intrattenimento e l’atroce realtà ucraina, è ancora più contrario al gioco di prestigio con cui la Rai si è tirata fuori dai guai: "Nel momento in cui dici che lo vuoi a Sanremo, non ti metti poi a fare la censura al presidente di un Paese in guerra". Sempre che sia davvero solo la Rai. Perchè nonostante le indignate reazioni di Palazzo Chigi qualcuno, come Maurizio Lupi (Noi moderati), di dubbi ne continua a nutrire: "Siamo stupiti da questa scelta che, ci auguriamo, non sia dovuta a motivi ‘politici’". A riassumere umori comuni dentro FdI è il capo dei deputati, Tommaso Foti: "Non ci saremo certo opposti alla presenza di Zelensky a Sanremo, ma la soluzione oggi prospettata ci sembra la meno divisiva".

Sollevato Giuseppe Conte: "Il Parlamento è la sede più opportuna per un intervento di Zelensky". E così, i leghisti: "Un buon compromesso quello trovato in Rai", fanno sapere. Sarebbe ingiusto parlare di forze filorusse, ma è certo che la politica italiana nell’appoggio all’Ucraina si divide in falchi e colombe e nessuno è più colomba del capo 5stelle, tallonato dal leader del Carroccio. La loro vaga soddisfazione un significato ce l’ha. In realtà, più che i pareri dei rappresentanti in questo caso pesano quelli dei rappresentati: il sospetto che abbiamo pesato anche nell’indirizzare la definizione del compromesso è inevitabile. Se nel Palazzo le colombe sono in minoranza, nel Paese stando al verdetto dei sondaggisti il rapporto si rovescia, e una maggioranza degli italiani è quantomeno contraria all’invio di armi.

È lecito pensare che a quella maggioranza il compromesso non dispiaccia e, se cosi fosse, va da sè che non dispiacerebbe neppure alle forze politiche. "Trovo sconveniente la trasmissione di un testo di Zelensky a Sanremo", sottolinea Francesco Rocca, candidato del centrodestra alla Regione Lazio. Alla fine della fiera, si tratta di una querelle poco comprensibile e un po’ incresciosa: in fondo il commento più sensato è quello che arriva dagli spalti del Pd. "Finisce una polemica senza senso che mortifica e svilisce la tragedia del popolo ucraino".