Si scontra col portiere: ferito. E il papà invade il campo: "Sanguinava, ho perso la testa"

di Luca Ravaglia CESENA Il campionatodi calcio di serie C è un torneo professionistico. La parola non è messa lì per caso...

Si scontra col portiere: ferito. E il papà invade il campo: "Sanguinava, ho perso la testa"
Si scontra col portiere: ferito. E il papà invade il campo: "Sanguinava, ho perso la testa"

Il campionatodi calcio di serie C è un torneo professionistico. La parola non è messa lì per caso e non riguarda solo una questione di ingaggi. Eppure domenica pomeriggio a Cesena, dove la capolista ha liquidato 1-0 l’Olbia, penultima, è successo qualcosa che di professionistico non ha davvero nulla. Al termine dell’incontro, Liman ‘Alex’ Shpendi, padre di Cristian, talentuoso attaccante romagnolo e della nazionale under 21, infortunatosi nel corso della gara in seguito a un contrasto col portiere dei sardi, Filippo Rinaldi, di Montecchio (Reggio Emilia) ha deciso di scavalcare la bassa paratia dell’Orogel Stadium Dino Manuzzi, invadendo il terreno di gioco. Per esultare? Per abbracciare il figlio, che pure dopo ogni gol corre da lui per festeggiare insieme con un affetto d’altri tempi? No, per ‘fare giustizia’ al figlio e cercare di colpire il portiere avversario. Ieri, dopo una febbrile mattinata , il Cesena ha diffuso una nota nella quale prende le distanze dal gesto: "Il Cesena stigmatizza con fermezza il comportamento del familiare del proprio tesserato, condannando e dissociandosi da qualsiasi forma di violenza e ogni condotta antisportiva che nulla hanno a che vedere con i principi di lealtà e fair play che da sempre contraddistinguono il club". Una nota di sdegno è arrivata pure dall’Olbia: "Tali avvenimenti non possono essere tollerati a maggior ragione se si perpetrano sul luogo di lavoro e non sono in alcun modo giustificati". L’attenzione è così restata sul padre, che rischia il Daspo, intervenuto ai microfoni Rai dopo essere uscito dal commissariato di Cesena: "Chiedo scusa a tutta Italia per questo gesto veramente brutto. Chiedo scusa alla società del Cesena e a tutti quelli che ci lavorano, veramente delle bravissime persone. Le ho deluse. Chiedo scusa centomila volte a tutti. Vedere mio figlio che sanguinava, a terra, con l’altro che gli dava una botta da dietro pensando che non si fosse fatto male, da padre mi ha fatto uscire di testa".