Scomparsi in Italia, l’avvocato: “La formula dell’allontanamento volontario e le tecniche di ricerca, cosa cambierei”

Martedì 12 dicembre si celebra la giornata nazionale delle persone scomparse. Luigi Ferrandino, legale della famiglia Celentano: “Il tempo è un fattore determinante”

Angela Celentano è scomparsa il 10 agosto 1996 sul Monte Faito (Napoli)
Angela Celentano è scomparsa il 10 agosto 1996 sul Monte Faito (Napoli)

Roma, 11 dicembre 2023 – Scomparsi: alla vigilia della giornata nazionale – che cade domani, martedì 12 dicembre – è arrivato il momento di “creare squadre specializzate nelle forze dell'ordine. Perché limitarsi a modificare la formula dell'allontanamento volontario non basta, così rischieremmo soltanto di impegnare tutte le energie nelle ricerche. Improponibile”.

Ne è convinto Luigi Ferrandino, legale della famiglia di Angela Celentano – uno dei più grandi misteri d’Italia –, e avvocato anche per i gialli mai risolti di Santina Renda e Stefania Puglisi. 

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Avvocato, con Manisco World vi occupate di scomparsi in tutto il mondo. La formula ‘automatica’ dell’allontanamento volontario rischia di depistare? Che cosa serve per rendere la ricerca più efficace?

"Naturalmente se scompare un bambino è improbabile che sia andato via da solo. Ma quando parliamo di un adulto, scatta la denuncia per allontanamento volontario. Sempre che non ci siano segnali che possano fare sospettare altro”.

Angela Celentano, scomparsa a 4 anni il 10 agosto 1996 e l'avvocato della famiglia, Luigi Ferrandino
Angela Celentano, scomparsa a 4 anni il 10 agosto 1996 e l'avvocato della famiglia, Luigi Ferrandino

Dopo l’omicidio di Giulia Cecchettin il comando generale dei carabinieri si è raccomandato in una circolare di fare attenzione proprio a tutti i segnali.

“Sicuramente tra quelli significativi ci sono gli oggetti che lo scomparso si porta dietro o lascia a casa. Se una persona si allontana senza soldi o senza documenti le possibilità sono due: o ha deciso di suicidarsi o dobbiamo pensare a un omicidio. Non può essere mai un allontanamento e basta”.

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In questi giorni gli spot del Commissario straordinario agli scomparsi insistono molto sul fattore tempo.

“Il tempo è una variabile fondamentale, questo vale per ogni delitto. Pensiamo alle impronte digitali, alle tracce ematiche o di liquidi biologici in genere. Se tante prove non vengono raccolte subito, si possono disperdere. Vale anche per le telecamere dei negozi. Con il passare delle ore e dei giorni le registrazioni vengono cancellate, per questo occorre partire subito”.

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In che modo?

"Insisto, servirebbero squadre specializzate. Come Manisco World abbiamo creato un team, ne fanno parte criminologi, psichiatri, tecnici informatici, avvocati che coordino. Quando ci arriva una segnalazione, vengono messi insieme i dati e si fa una riunione operativa con tutti gli specialisti per valutare l'ipotesi più realistica. Penso anche che servirebbe un canale istituzionale per diffondere le informazioni. Nella sostanza, quello che già sta facendo la trasmissione tv ‘Chi l'ha visto?’”.

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