Il furgoncino completamente distrutto dallo schianto in cui hanno perso la vita cinque persone
Il furgoncino completamente distrutto dallo schianto in cui hanno perso la vita cinque persone
Un rallentamento improvviso causato dal traffico, il conducente di un furgoncino che non riesce a frenare, il Fiat Doblò che finisce sotto un tir dopo averlo tamponato. A bordo del furgone erano in cinque: sono morti tutti, sul colpo. Fatale, secondo le ricostruzioni della polizia stradale, è stato il tamponamento di un tir che era fermo in coda davanti a loro, e che è stato colpito dal Doblò a tutta velocità. Lo schianto è avvenuto ieri pomeriggio, intorno alle 17,45, sulla bretella che collega la A1 e la A21 nel comune di Fiorenzuola (provincia di Piacenza), in...

Un rallentamento improvviso causato dal traffico, il conducente di un furgoncino che non riesce a frenare, il Fiat Doblò che finisce sotto un tir dopo averlo tamponato. A bordo del furgone erano in cinque: sono morti tutti, sul colpo. Fatale, secondo le ricostruzioni della polizia stradale, è stato il tamponamento di un tir che era fermo in coda davanti a loro, e che è stato colpito dal Doblò a tutta velocità.

Lo schianto è avvenuto ieri pomeriggio, intorno alle 17,45, sulla bretella che collega la A1 e la A21 nel comune di Fiorenzuola (provincia di Piacenza), in direzione di Brescia. E d’altronde proprio in Lombardia, tra il Bresciano e il Bergamasco, vivevano tutte le cinque vittime, tre italiani e due marocchini secondo quanto accertato dalla polizia stradale di Cremona che, nelle ore successive, ha effettuato i rilievi per cercare di capire la dinamica dello schianto e le sue cause.

Le cinque vittime della strada lavoravano come operai di una ditta edile di Corte Franca, in Franciacorta, poco sotto la sponda meridionale del lago d’Iseo. I tre italiani avevano 55, 60 e 67 anni, i due marocchini 40 e 51. Stavano facendo ritorno verso casa loro, al termine di una giornata di lavoro. La loro vita invece è finita nella Bassa padana, nell’ennesima tragedia della strada. Sulle ragioni, ancora non c’è chiarezza. Le ipotesi ipotizzate attualmente da chi è intervenuto sul posto sono quelle di una distrazione o di un colpo di sonno.

I soccorsi per i cinque muratori sono scattati subito, nel tentativo disperato di salvare gli occupanti di quell’inferno di lamiere. Il tratto di autostrada è stato completamente chiuso al traffico, in modo da permettere l’intervento dei mezzi, e lo è rimasto per ore, con l’arteria completamente paralizzata. Sul posto si sono precipitate diverse squadre dei vigili del fuoco, oltre all’automedica del 118, all’ambulanza della Pubblica assistenza e all’elicottero di Parma.

Ma non c’è stato nulla da fare. I soccorritori hanno lavorato per ore, anche per estrarre i corpi dal mezzo. E così la carreggiata nord, completamente invasa dai detriti del terribile schianto, è rimasta chiusa, con pesanti ripercussioni e rallentamenti sul traffico della zona, che è stato deviato.

La strage sulle strade italiane, insomma, non si ferma. Ogni giorno, sulle arterie della Penisola, muoiono in media oltre sei persone. Una tragedia che è stata appena mitigata dalle limitazioni al traffico dovute alla pandemia: l’anno scorso, le vittime di incidenti stradali sono state 1.788 nei primi nove mesi dell’anno. Un calo del 26,3% rispetto al 2019: quell’anno, al 31 dicembre, i morti complessivi furono 3.173 (dati Istat), in pratica quasi nove ogni giorno. Tra loro, oltre 2.600 sedevano in un’auto o in un camion. in 2.222 casi la vittima era il conducente, in 417 il passeggero. Ma ci sono anche 534 pedoni da aggiungere alla triste Spoon River delle vittime della strada.