Giovedì 30 Maggio 2024
ANTONELLA COPPARI
Cronaca

Sbarchi a raffica, centri al collasso La premier: stop ai taxi del mare

Più di 800 migranti arrivati in 24 ore nel sud. È già in vigore la stretta sui salvataggi delle Ong. Meloni rivendica la svolta del suo governo: "È finita l’Italia che non vuol vedere chi viola le regole"

di Antonella Coppari

 

La Geo Barents è salva. Le altre navi? Si vedrà. Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, ieri è entrato in vigore il decreto che, oltre a irrigidire le sanzioni con multe salate (fino a 50mila euro) e il sequestro o la confisca dei natanti in caso di reiterazioni, detta alle Ong regole più stringenti per il salvataggio in mare prevedendo, tra l’altro, l’obbligo di dirigersi verso il porto assegnato dopo un solo recupero di migranti. Ma la nave di Medici senza frontiere, che pure ha soccorso 85 persone in due operazioni differenti, l’ha fatto coordinandosi con le autorità, "dunque – sottolineano al ministero dell’Interno – non ha violato le nuove misure e non rischia alcuna sanzione".

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Al tema, Giorgia Meloni dedica la sua rubrica settimanale su Instagram: "È finita l’Italia che si accanisce con chi rispetta le regole e fa finta di non vedere chi le viola sistematicamente". Poco male se desta stupore vedere che di fronte a un’emergenza come quella dei rincari, parli di altro: "Il diritto internazionale – continua – non prevede che ci sia qualcuno che può fare il traghetto nel Mediterraneo o in qualsiasi altro mare e fare la spola per trasferire gente da una nazionale all’altra". Il caso vuole che in queste ultime 24 ore, 822 migranti siano sbarcati sulle nostre coste, che si sommano agli 85 recuperati dalla Geo Barents, attesi al porto di Taranto.

Nel dettaglio: dei 546 naufraghi intercettati su un peschereccio al largo di Siracusa 196 sono stati trasferiti nel porti di Messina, 198 a Catania, e 152 a Roccella Ionica. Qui sono arrivati altri 78 profughi soccorsi da motovedette italiane. E 198 sono i naufraghi finiti nel sovraccarico hotspot di Lampedusa. Né si ferma il flusso sulla rotta dei Balcani: il prefetto di Trieste, Annunziato Vardè, ha evidenziato come i migranti entri in Italia dalla frontiera friulana siano quintuplicati nell’ultimo trimestre del 2022 con il nuovo governo (5.690) rispetto allo stesso periodo del 2021 (1.194).

Numeri a parte, l’impatto del nuovo ’codice’ sull’operato delle Ong è da decifrare, con quell’obbligo di limitarsi ad un solo soccorso che per molti è il punto più debole. C’è chi scommette sulla sua inapplicabilità, ovvero sulla distanza tra il dettato della norma e la realtà. E chi prevede scontri non solo con le Ong ma anche con gli Stati di bandiera delle imbarcazioni. Le misure attuali prevedono i soccorritori informino i naufraghi della possibilità di fare richiesta d’asilo a bordo, smarcando l’Italia dalla responsabilità dell’accoglienza e mettendola sulle spalle di quegli Stati, che certo protesteranno ove si arrivasse al sequestro delle navi. Il Quirinale ha deciso comunque di firmare il provvedimento ritenendo che eventuali problemi di ordine costituzionale siano di competenza della Consulta. E probabilmente anche perché intende evitare ora tensioni con il governo a meno che non sia indispensabile. In quest’ottica, tutto lascia pensare che il Colle punti più a una applicazione oculata e flessibile delle norme che non a un braccio di ferro. E, almeno in parte, l’interesse dell’esecutivo è quello di concentrare l’attenzione su un tema di facile consenso deviandola da problemi più taglienti, come i rincari, e dare un segnale identitario all’elettorato di destra. E per questo basta la lettera della norma, senza bisogno di esagerare.