Doveva essere il giorno dell’Apocalisse e invece le piazze italiane "No Green pass" sono state per lo più un grande flop. Nessuna turbativa rilevante per l’ordine pubblico, come si temeva dopo gli scontri di sabato a Roma e gli allarmi della vigilia, solo cortei e presidi di protesta per lo più poco numerosi come quello davanti ai cancelli di alcune fabbriche, come la Fiat Avio di Rivalta, alle porte con Torino. Uno sciopero è stato poi indetto dalla Fiom alla Ferrari di Maranello, ma senza degenerazioni. Al corteo di Bologna, invece, - oltre duemila partecipanti - dai megafoni degli organizzatori sono partiti insulti contro il premier Mario Draghi, il...

Doveva essere il giorno dell’Apocalisse e invece le piazze italiane "No Green pass" sono state per lo più un grande flop. Nessuna turbativa rilevante per l’ordine pubblico, come si temeva dopo gli scontri di sabato a Roma e gli allarmi della vigilia, solo cortei e presidi di protesta per lo più poco numerosi come quello davanti ai cancelli di alcune fabbriche, come la Fiat Avio di Rivalta, alle porte con Torino. Uno sciopero è stato poi indetto dalla Fiom alla Ferrari di Maranello, ma senza degenerazioni.

Al corteo di Bologna, invece, - oltre duemila partecipanti - dai megafoni degli organizzatori sono partiti insulti contro il premier Mario Draghi, il segretario della Cgil Maurizio Landini e persino contro la senatrice a vita Liliana Segre: "Una donna – le parole ascoltate – che ricopre un seggio che non dovrebbe avere perché porta vergogna alla sua storia: dovrebbe sparire da dove è". Il corteo, sotto il palazzo della Regione, in viale Aldo Moro, si è prodotto poi in urla "Scendi Bonaccini", per poi arrivare sotto la Rai e ancora lungo via Stalingrado, bloccando il traffico bloccato in entrambe le direzioni. Proprio in via Stalingrado i manifestanti hanno sostato davanti al pub Halloween, chiuso da tempo per il mancato rispetto delle norme anti-covid: qualcuno ha anche staccato i sigilli della Questura che mantengono il locale sotto sequestro. Il corteo è rientrato in piazza Maggiore, dove ha concluso la manifestazione con l’inno di Mameli.

Nella Capitale, qualche decina di No pass in mattinata ha tentato di bloccare il traffico in via Labicana, a ridosso del centro: fermati dalle forze dell’ordine. Nel pomeriggio al raduno contro il Green pass al Circo Massimo si sono presentati in un migliaio (oltre 10mila per gli organizzatori). Fischi per giornalisti e sindacati, "si sono venduti a Brunetta", ha detto dal palco Edoardo Polacco, leader dell’associazione "Le Sentinelle della Costituzione". E c’è stato spazio anche per un gruppo di manifestanti donne che si sono avvicinate con delle rose in mano alle forze dell’ordine che con i blindati presidiavano gli accessi all’area.

Niente tensioni a Milano, dove centinaia di persone si sono radunate in piazza Duomo e circa 500 all’Arco della pace. "Giù le mani dal lavoro", recitava lo striscione a pochi passi dall’ingresso. "Ora è sempre Resistenza, uniti contro Draghi e Green pass", un’altra frase scritta su uno striscione, "Sì vax no vax a noi non interessa, contro il Green pass questa è la protesta", lo slogan urlato dai manifestanti che non sono solo studenti, ma anche lavoratori.

A Torino un centinaio di studenti ‘No green pass’ si è ritrovato nel cortile nel Campus Universitario Einaudi. "Siamo qua per riprenderci l’università liberandola dalle discriminazioni", hanno sostenuto mentre alcune centinaia di persone hanno preso parte a Firenze, in piazza Santa Maria Novella, al presidio per contro l’obbligo del Green pass. Gli organizzatori della manifestazione, che in un primo momento avrebbe dovuto percorrere le vie del centro cittadino, hanno deciso di optare per un presidio statico.

Tra le curiosità, infine, c’è da registrare la protesta dei militari dell’Aeronautica promosso dal sindacata Siam ai cancelli d’ingresso della base militare italiana a Torino. Al presidio, svolto dalle 7 alle 7.25, hanno partecipato solo alcune decine di persone.

Elena G. Polidori