“Seduto in pizzeria tra gay e disabili". La titolare risponde alla recensione: “Non torni più”

L’uomo sul web ha lodato i piatti, ma si è lamentato di altri avventori. Secca la replica: "I requisiti che chiediamo sono il rispetto e l’educazione"

Giovanna Pedretti, proprietaria del ristorante Le Vignole

Giovanna Pedretti, proprietaria del ristorante Le Vignole

“Mi hanno messo a mangiare di fianco a dei gay, non mi sono accorto subito perché erano composti, e a un ragazzo in carrozzina: non mi sentivo a mio agio, non andrò più". Recensione da una stella ingiustificabile, ricevuta dalla pizzeria Le Vignole di Sant’Angelo Lodigiano, paese tra Pavia a Lodi di 13.000 abitanti. Una stella anche se la pizza e il dolce sono stati definiti: "Eccellente e ottimo". Giovanna Pedretti, la proprietaria del ristorante trovata morta domenica sulle rive del Lambro in circostanza ancora oscure, aveva però risposto alla recensione con un grande esempio di civiltà e stile: "Egregio cliente, il nostro locale è aperto a tutti, ai nostri ospiti chiediamo educazione e rispetto. Le sue parole di disprezzo verso ospiti, che non mi sembra l’abbiano importunato, mi sembra una cattiveria gratuita e sgradevole. Non selezioniamo i clienti in base ai gusti sessuali e men che meno la disabilità. Le chiedo gentilmente di non tornare più, a meno che non trovi in sé i requisiti umani che nel suo atteggiamento sono mancati".

Nel suo locale Giovanna Pedretti riflette sull’episodio.

Cosa l’ha portata scegliere di scrivere e pubblicare la risposta?

"Non mi aspettavo un interessamento simile. Per me è importante evidenziare che io devo essere in secondo piano, questa non è e non deve essere una pubblicità a me o altro. Il messaggio che deve passare è che ognuno deve fare la sua parte per migliorare quello che ha intorno, far capire alle persone che la pensano così che sbagliano. Io mi sono immedesimata in una madre di un ragazzo disabile che legge una recensione del genere... non ho potuto non rispondere".

Insomma, bisogna metterci la faccia...

"Tutti dobbiamo avere una posizione su situazioni simili, ma io non voglio sentirmi dire brava per quello che ho fatto, perché non sono io speciale. Ognuno di noi deve fare la propria parte. Ci ho pensato molto prima di pubblicare la risposta, ma poi ho capito che era mio dovere, affinché la persona che l’ha scritta capisca il suo errore e si vergogni un poco".

Mentre era in sala questo cliente, lei aveva già intuito qualcosa?

"Sì, qualche occhiata o atteggiamenti simili, insomma avevo colto qualcosa, essendo un locale piccolo. Però sa, mentre si lavora e si passa ai tavoli non si sta a farci troppo caso. E poi mi avrebbe risposto ’beh… posso guardare quello che voglio’. Mai però mi sarei aspettata un commento del genere. Non tanto per la stella, che quella francamente chissenefrega, ma per una tale bassezza".

Ha subito inuito chi fosse l’autore della recenesione?

"Certo, e qui non ci mette più piede",

Erano già accaduti episodi simili?

"No mai. Il mio non deve essere visto come un atto eroico, ma come una risposta normale e di buon senso che tutti, nel loro piccolo, dovrebbero dare a chi la pensa come quel cliente".