Giovedì 16 Maggio 2024
ANTONIO PATUELLI
Cronaca

Ratzinger e il discorso di Ratisbona. La citazione di Manuele II Paleologo

La lectio magistralis del 2006, la violenta protesta nei Paesi musulmani e le successive scuse di Benedetto XVI. Il significato di quelle parole in Baviera

Roma, 31 dicembre 2022 - Il Papa emerito Benedetto XVI è morto oggi all'età di 95 anni. Di seguito riportiamo un'analisi scritta da Antonio Patuelli nel 2006, in occasione del controverso discorso su fede e ragione che Joseph Ratzinger pronunciò il 12 settembre di quell'anno a Ratisbona, durante il so viaggio in Baviera.

Il pontefice nella sua lectio magistralis si rivolgeva all'Occidente e al suo relativismo, le sue parole innescarono la reazione del mondo islamico per il riferimento all'imperatore bizantino Manuele II Paleologo e ai suoi dialoghi su Bibbia e Corano, in particolare sulla jihad. Ratzinger parlò della contradditorietà tra Dio-logos e violenza. Nei Paesi musulmani montò la protesta: la gente invase le piazze, le chiese furono assaltate. Tutti contro il Papa. Nei giorni successivi, all'Angelus, Benedetto XVI si scusò: "Il mio era un invito al dialogo", disse. La stagione dell'Isis e degli attentati islamici che avrebbe segnato il decennio successivo era ancora lontana. 

Papa Francesco legge l'Osservatore Romano nel 2010 (Ansa)
Papa Francesco legge l'Osservatore Romano nel 2010 (Ansa)

Il discorso di Ratzinger a Ratisbona 

di Antonio Patuelli

Un discorso papale è sempre più dotto di quanto superficialmente appare: quando una personalità come Papa Benedetto XVI cita un personaggio storico, al di là del contenuto della citazione stessa, assume un significato particolare anche il fatto che abbia citato proprio quel personaggio.

Il riferimento all’Imperatore bizantino Manuele II Paleologo è stato significativamente espresso dal Papa nell’imminenza del viaggio che dovrebbe portarlo in autunno proprio ad Istanbul, l’antica Costantinopoli, dove ha sede il Patriarcato ecumenico ortodosso che ha un ruolo di primato d’onore fra le varie Chiese nate dallo scisma di ormai mille anni fa.

Il Papa ricambierebbe anche la visita effettuata in Italia lo scorso anno dal Patriarca ecumenico ortodosso di Costantinopoli. La citazione dell’imperatore bizantino assume, in questo quadro, nel mondo cristiano, significati di ricerca di ecumenismo fra i cattolici e gli ortodossi e di superamento del millenario conflitto fra il Patriarca d’Occidente (il Papa) ed il Patriarca d’Oriente (quello di Costantinopoli).

Manuele II è un simbolo di ricerca di intesa fra i cristiani d’Oriente e di Occidente: egli era figlio di Giovanni V che ricercò il superamento dei plurisecolari conflitti fra Oriente ed Occidente e nel 1369 si recò a Roma, nell’antica basilica di San Pietro (quella di architettura bizantina, precedente l’attuale), e compì un atto di conversione e di sottomissione personale dinanzi al Papa ed ai Cardinali.

Manuele II, Imperatore dal 1391 al 1425, sviluppò la politica paterna, fece un lungo viaggio in Occidente per tentare di rinsaldare i rapporti che erano essenziali per la sopravvivenza dell’Impero Romano d’Oriente (ormai ridotto a poco più della mitica ed assediata città di Costantinopoli), dopo quasi mille anni da quel 476 che aveva visto la caduta dell’Impero Romano d’Occidente e della sua ultima capitale, Ravenna.

Anche il figlio di Manuele, l’Imperatore Giovanni VIII, proseguì la linea di ricerca di aiuto e di riconciliazione con l’Occidente anche per via religiosa, tanto che nel 1439, al Concilio che prima si riunì a Ferrara e poi a Firenze, realizzò col Papa l’unificazione delle due Chiese che, però, l’anno seguente si dimostrò effimera, con il risultato della tuttora perdurante separazione fra cattolici ed ortodossi (e con la caduta di Costantinopoli nel 1453).

Papa Francesco legge l'Osservatore Romano nel 2010 (Ansa)
Papa Francesco legge l'Osservatore Romano nel 2010 (Ansa)