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1 feb 2022

Quelli che speculano sulla pandemia "Lo Stato vuole proprio farsi fregare"

Rimini, maxitruffa sugli aiuti alle imprese colpite dalla crisi sanitaria: frode per 440 milioni di euro, 78 indagati

1 feb 2022
lorenzo muccioli
Cronaca
Durante le perquisizioni sono stati. trovati trolley stracolmi di banconote
Durante le perquisizioni sono stati. trovati trolley stracolmi di banconote
Durante le perquisizioni sono stati. trovati trolley stracolmi di banconote
Durante le perquisizioni sono stati. trovati trolley stracolmi di banconote
Durante le perquisizioni sono stati. trovati trolley stracolmi di banconote
Durante le perquisizioni sono stati. trovati trolley stracolmi di banconote

di Lorenzo Muccioli Da una parte c’erano gli imprenditori onesti, messi in ginocchio dalla pandemia. E poi c’erano loro. Che al telefono avevano la faccia tosta di dire: "L’inizio del Coronavirus ha portato bene". Almeno "economicamente". Di sicuro per il loro portafogli l’emergenza sanitaria era stata un vero toccasana, facendo saltare fuori dal cilindro la bellezza di 440 milioni di euro in crediti di imposta, introdotti dal governo con il Decreto rilancio proprio per aiutare privati e aziende colpiti dalla crisi. Dai cassetti fiscali delle imprese quei crediti passavano direttamente alle loro tasche, riconvertiti in soldi contanti, ma anche lingotti d’oro, criptovalute, conti correnti e contratti di proprietà di immobili e ristoranti. Era un meccanismo oliato alla perfezione quello messo in piedi da un’associazione a delinquere (così, almeno, l’ha definita la Procura) specializzata in frodi su Sismabonus, Bonus Facciate e falsi crediti di locazione. Sono 78 gli indagati (tre di loro percepivano anche il reddito di cittadinanza) nell’ambito dell’operazione ’Free Credit’, che all’alba di ieri ha fatto scattare 80 perquisizioni in tutta Italia, da Milano a Rovigo, passando per Barletta, Napoli e Salerno, anche se la base operativa del gruppo era a Rimini, da cui partivano le direttive ai 22 prestanome e alle 116 aziende coinvolte. L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Paolo Gengarelli e condotta dai militari dal nucleo di polizia economico-tributaria della Guardia di Finanza, ha portato a 8 misure di custodia cautelare in carcere nei confronti di imprenditori, ristoratori, albergatori e commercialisti. Quattro le persone finite ai domiciliari, mentre per altre 20 è scattata l’interdizione da attività imprenditoriali. Eseguiti sequestri per quasi 14 milioni di euro, grazie anche al fiuto dei cash-dog (cani antivaluta) della Guardia di Finanza, che hanno scoperto il contante nascosto in alcuni trolley. Le accuse sono di associazione per delinquere, indebita percezione di erogazioni a ...

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