Quargnento (Alessandria), 5 novembre 2019 - Tragedia nella notte nell'Alessandrino. Un'esplosione ha causato la morte di tre vigili del fuoco e il ferimento di altri due pompieri e di un carabiniere. Le vittime accertate, fino alle 8 del mattino, erano due, poi le ricerche dei soccorritori hanno portato al ritrovamento del terzo vigile del fuoco che era ancora disperso.  Si tratta di Antonino Candido detto Nino (32 anni), Matteo Gastaldo (47 anni) e Marco Triches (38 anni).

E se in un primo tempo era solo un sospetto, ora c'è pressoché la certezza che si sia trattato di un atto doloso. Il procuratore capo di Alessandria Enrico Cieri lo dice chiaro e tondo: "Stiamo esaminando i reperti che abbiamo trovato, stiamo scavando tra le macerie, abbiamo trovato un timer e una bombola di gas che è stata sequestrata e tutto questo ci fa pensare che l'esplosione sia stata voluta e deliberatamente determinata".  Cieri ha poi aggiunto ci sono state più esplosioni intervallate. "Ora dobbiamo proseguire con gli accertamenti stiamo lavorando per capire chi e cosa ha causato questa tragedia". Cieri specifica anche che il timer ritrovato "era un temporizzatore rudimentale che innescava il gas.  L'ipotesi è che qualcuno abbia deliberatamente voluto far saltare in aria l'edificio. "Il perché è il lavoro che stiamo facendo". La procura ha quindi aperto un fasciolo crollo doloso di edificio e omicidio plurimo.

Da parte sua il questore Michele Morelli precisa: "Le prime ipotesi sembrano escludere una matrice eversiva-terroristica. Per il resto facciamo lavorare gli inquirenti".

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Lamorgese: grande dolore, dovevo essere qui

Anche la ministra dell'Interno Luciana Lamorgese è andata a fare un sopralluogo del cascinale esploso: "Era assolutamente dovuto essere qui - ha dichiarato - Parliamo di carabinieri, di vigili del fuoco, è evidente che la presenza del ministro dell'Interno sia una presenza dovuta. Ho un grande dolore, ho voluto essere qui anche per le famiglie". Sulle indagini non si sbottona: "La dinamica va accertata in modo assolutamente corretto, per quello c'è la magistratura che sta indagando".

 Lamogese è andata anche a visitare i feriti: "Ovviamente sono molto provati, per loro è stata un'esperienza terribile. Non pensano a se stessi, ma ai compagni che non ci sono più. Sarà una prova molto difficile da superare". 

Teatro della tragedia, un cascinale abbandonato a Quargnento. I vigili del fuoco fanno il punto della situazione sui social:

In un successivo tweet si legge: "Individuato purtroppo senza vita il corpo del vigile del fuoco disperso sotto le macerie dell'edificio crollato. Sono tre i colleghi deceduti e due quelli feriti. Ferito anche un carabiniere #5novembre". Quanto ai tre feriti, sono stati trasportati dal 118 all'ospedale di Alessandria e di Asti. Si tratta di due vigili del fuoco e di un carabiniere ricoverati in codice rosso

Subito sui social è partito il tam tam delle reazioni, istituzionali ma anche di privati cittadini. Il sindacato Conapo pubblica per primo le foto delle tre vittime:

La dinamica dell'esplosione e il sospetto di dolo

Il proprietario della cascina e sua moglie sono stati sentiti dagli inquirenti. La struttura era in vendita a 750mila euro sul sito immobiliare.it. In una palazzina più bassa attigua a quella crollata, sono state trovate due bombole di gas da cucina e sono intervenuti gli artificieri per metterle in sicurezza. L'ipotesi è che anche nella palazzina crollata ci fosse un timer e che l'effetto domino abbia fatto esplodere le altre bombole, anche se l'obiettivo era forse solo quello di distruggere la struttura e non di colpire chi è intervenuto a domare l'incendio. Gli abitanti della zona avevano chiamato i vigili dopo che si erano sviluppati delle fiamme, poi hanno sentito il boato fortissimo e hanno visto la palazzina crollata. Il procuratore ha parlato di "più esplosioni intervallate. Ci sono accertamenti che devono essere svolti".

Secondo alcune testimonianze, una prima esplosione è avvenuta intorno alla mezzanotte, seguita da una seconda - quella che ha causato il crollo della struttura e la morte dei vigili del fuoco - verso le due di notte.

Il comandante del Reparto operativo dei carabinieri di Alessandria, Giuseppe Di Fonzo spiega: "Stiamo compiendo gli accertamenti. In alcube occasioni la casualità è subito evidente, stavolta è diverso e non si può escludere l'ipotesi dolosa". Le perplessità maggiori nascono dal fatto che l'edificio fosse disabitato e dalla dinamica dell'accaduto, con la segnalazione di una fuga di gas e la deflagrazione a intervento dei vigili del fuoco in corso.

Il padre del proprietario in lacrime

E' in lacrime il padre del proprietario della cascina. "Mi dispiace per quei ragazzi morti, non si deve morire lavorando". Assieme alla moglie, guarda le macerie della cascina e dice: "Mio figlio non l'ho ancora sentito, ho sentito quello che è successo dalla Tv e poi mi hanno chiamato i parenti dalla Puglia". Nella cascina di Quargnento, racconta l'uomo, il figlio viveva fino a due anni fa, prima di trasferirsi ad Alessandria. "Non so cosa faceva mio figlio, mi parlava poco. La casa era disabitata da due anni -  continua - L'aveva comprata anni addietro, l'aveva messa a posto e aveva fatto anche due scuderie, lui va a cavallo e anche mio nipote. Abitava qui fino a due anni fa, poi l'ha messa in vendita e se ne è andato ad Alessandria, dove fa il programmatore". E a chi gli domanda quale idea si sia fatto di quanto accaduto, risponde: "Nessuna. Quale idea mi devo fare?".

La storia dei tre vigili del fuoco

Antonino Candido detto Nino, 32enne di Reggio Calabria, sin dal 2006 aveva svolto servizio al comando di Reggio Calabria come volontario. Nel settembre 2017, essendo stato assunto, aveva coronato il sogno della sua vita, quello di fare lo stesso mestiere del padre Angelo, capo reparto dei Vigili del fuoco in servizio al distaccamento aeroportuale di Reggio Calabria. Antonino Candido lascia la moglie che aveva sposato da pochi mesi.
Erano invece della zona Matteo Gastaldo, 46 anni (veniva da Gavi Ligure) - l'uomo ritrovato stamattina senza vita sotto le macerie - e Marco Triches, 38 anni, di Alessandria.

Il racconto di uno dei feriti

"Stavamo facendo il primo controllo quando a un certo punto non so cosa sia successo, non mi ricordo nulla e mi sono ritrovato in terra", dice Graziano Luca Trombetta, rimasto ferito nell'esplosione ricordando quei terribili momenti in cui sono morti tre suoi colleghi. Una residente della zona racconta: "Abbiamo sentito un forte boato, poi le grida di aiuto". E aggiunge, ancora sconvolta e con il volto segnato dalla notte insonne per la tragedia: "Sentivamo chiamare disperatamente. È stato terribile".

Cordoglio per gli "eroi in prima linea"

Unanime il cordoglio, da parte dei vertici dei vigili del fuoco e di molti esponenti politici. Il premier Giuseppe Conte twitta: "La morte di tre Vigili del fuoco a Quargnento addolora tutta l'Italia. Il mio commosso pensiero alle vittime e un abbraccio alle famiglie e ai feriti. Solidarietà e pieno sostegno a emergenza Vvf, eroi sempre in prima linea per garantire la nostra incolumità".


La presidente del Senato Elisabetta Casellati esprime "dolore e sincero cordoglio" alle famiglie e al Corpo dei Vigili del fuoco e aggiunge: "Mi auguro che su questo gravissimo incidente venga fatta al più presto piena luce". 
Il sottosegretario all'Interno Carlo Sibilia in una nota parla di "tre preziose vite spezzate mentre espletavano il loro servizio". E il vice ministro dell'Interno, Matteo Mauri: "Siamo sconcertati dalla tragedia, siamo vicini alle famiglie, agli altri colleghi e al carabiniere rimasti feriti". E aggiunge: "Si dimostra ancora una volta la pericolosità del loro lavoro, lo spirito di sacrificio che contraddistingue il Corpo e di quanto sia fondamentale il loro impegno per la sicurezza dei cittadini".
Anche Matteo Salvini esprime "una preghiera e un pensiero per i vigili del fuoco morti questa notte e un abbraccio alle famiglie e ai colleghi feriti. Onore a chi mette in gioco la propria vita per salvare quella degli altri, l'Italia piange per Voi".