Somministrazione anti-Covid
Somministrazione anti-Covid

Roma, 16 dicembre 2021 - Quanto dura la quarantena? E cos'è un contatto stretto? Con la variante Omicron che continua a minacciare la risalita dei contagi Covid anche in Italia (qui il bollettino con i dati del 22 dicembre), nonostante nel nostro Paese la situazione sia migliore rispetto al resto d'Europa, in vista del Natale il ministro della Salute, Roberto Speranza, anche oggi ha spiegato che "le scelte che stiamo facendo in questi giorni - la proroga dello stato di emergenza ele misure restrittive sui viaggi - sono il tentativo di continuare a tenere un alto livello di sorveglianza, per evitare che i numeri del contagio e le ospedalizzazioni crescano in maniera troppo significativa". E proprio per la sicurezza di tutti, con la crescita dei nuovi positivi, tornano all'ordine del giorno domande su quanto dura la quarantena e qual è la differenza con l'isolamento, oppure cosa fare in caso di contratto stretto. Quesiti a cui è sempre bene avere risposte precise: le spieghiamo qui sotto, prendendo come riferimento il ministero della Salute. 

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Quarantena, isolamento e sorveglianza attiva

La quarantena si attua a chiunque sia stato esposto (contatto stretto) a un caso Covid, con l’obiettivo di monitorare i sintomi e assicurare l’identificazione precoce dei casi. L’isolamento, invece, consiste nel separare quanto più possibile le persone affette da Coronavirus da quelle sane, al fine di prevenire la diffusione dell’infezione, durante il periodo di trasmissibilità. Ed è ancora diversa la sorveglianza attiva, per cui si intende una misura durante la quale l'operatore di sanità pubblica provvede a contattare quotidianamente, per avere notizie sulle condizioni di salute, la persona in sorveglianza.

Quanto dura la quarantena (vaccinati e non)

La circolare ha ridotto la quarantena (che scatta solo per coloro che abbiano avuto un contatto stretto con un positivo e perciò con esposizione al rischio più alta ) a sette giorni per i vaccinati, con ciclo completato da almeno 14 giorni. Per chi non è vaccinato la durata resta di 10 giorni. In entrambi i casi per il rientro in comunità serve un test molecolare o antigenico con risultato negativo. Altrimenti il periodo di quarantena dura sempre 14 giorni. In caso di contatto stretto con un positivo al Covid non scatta la quarantena solo per il personale sanitario per il quale è richiesta solo la sorveglianza attiva.

I contatti asintomatici a basso rischio, invece, se hanno completato il ciclo vaccinale da almeno 14 giorni, non devono essere sottoposti a quarantena, ma devono continuare a mantenere le comuni misure igienico-sanitarie previste per contenere la diffusione del virus, quali indossare la mascherina e mantenere il distanziamento fisico.

Definizione di contatto stretto

Il ministero della Salute spiega che per 'contatto stretto' si intende una persona che vive nella stessa casa di un caso Covid, ha avuto un contatto fisico diretto (per esempio la stretta di mano), un contatto diretto (faccia a faccia) a distanza minore di 2 metri e di almeno 15 minuti una persona, che si è trovata in un ambiente chiuso (per esempio aula, sala riunioni, sala d’attesa dell’ospedale) in assenza di mascherina. Oppure una persona che ha viaggiato seduta in treno, aereo o qualsiasi altro mezzo di trasporto entro due posti in qualsiasi direzione rispetto a un caso Covid e un operatore sanitario o altra persona che fornisce assistenza diretta.

Cosa fare per rientrare a lavoro?

Al termine del periodo di quarantena, se non sono comparsi sintomi, la persona può rientrare al lavoro e il periodo di assenza risulta coperto dal certificato. Qualora durante il periodo di quarantena la persona dovesse sviluppare sintomi, il dipartimento di Sanità Pubblica, che si occupa della sorveglianza sanitaria, provvederà all’esecuzione del tampone. In caso di esito positivo dello stesso bisognerà attendere la guarigione clinica ed eseguire un test molecolare dopo almeno 3 giorni senza sintomi. Se il test molecolare risulterà negativo la persona potrà tornare al lavoro, altrimenti proseguirà l’isolamento.

E se Asl non mi contatta?

Le Regioni e le Provincie Autonome, attraverso le strutture sanitarie locali, sono responsabili della sorveglianza sanitaria dei contatti presenti nell’ambito del territorio di competenza. Tali attività sono affidate al Dipartimento di Prevenzione dell’azienda sanitaria locale (Asl). In attesa di essere contattati dal Dipartimento di Prevenzione della ASL territorialmente competente è possibile rivolgersi al proprio medico di medicina generale (MMG) o pediatra di libera scelta (PLS) o alla continuità assistenziale (ex-guardia medica), che potrà fornire indicazioni specifiche su come procedere per contattare l’Asl di riferimento, oppure ai numeri verdi regionali attivati per rispondere alle richieste di informazioni riguardo le misure adottate per il contenimento e la gestione dell’emergenza.

Il bollettino Coronavirus del 26 dicembre 2021