Roma, 16 dicembre 2021 - "Proteggere gli europei e il mondo attraverso la vaccinazione". La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, apre il Consiglio Europeo ribadendo l'importanza della somministrazione anti-Covid, in un momento in cui tutta l'Europa è ancora nella morsa del virus, alimentato dalla diffusione della variante Omicron, che secondo l'Ecdc entro i primi due mesi del 2022 dominerà. Le curve epidemiche sono in salita nella maggior parte dei Paesi e l'allerta è alta. Solo ieri la Gran Bretagna ha sfiorato gli 80mila contagi, un numero che non si era mai registrato da inizio pandemia. E mentre il premier britannico, Boris Johnson, ha escluso nuove restrizioni - oltre al piano B appena approvato - e ha invitato i cittadini alla terza dose, la Francia ha annunciato che vieterà i viaggi non essenziali da e per il Regno Unito da sabato, nel tentativo di rallentare la diffusione della nuova mutazione del Coronavirus.

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Vertice Ue sui viaggi

La questione viaggi è tra le tematiche sul tavolo del vertice europeo sulla pandemia. Nel summit si dovrà decidere se avviare o meno un coordinamento comune, e quindi intraprendere misure che siano condivise all'interno dell'Unione. Per questa opzione stanno premendo molti leader, che chiedono anche un "approccio coerente quando si adottano misure nazionali".

Un messaggio rivolto, sembra, all'Italia che nei giorni scorsi ha giocato d'anticipo imponendo autonomamente l'obbligo di quarantena ai non vaccinati e l'obbligo di test per tutti (qui le regole) coloro che entrano nel Paese. Una mossa che ha provocato qualche malumore tra i partner europei.

 Sul caso è intervenuto oggi il presidente del Parlamento Europeo David Sassoli: "Siamo convinti che le azioni dovrebbero essere coordinate. Ma tutto questo - sottolinea - fa parte di un'Europa che rinvia problemi, che non è in grado di affrontare con tempestività le questioni che il Covid ci sottopone", ha spiegato in conferenza stampa a Bruxelles. "Noi avevamo detto all'inizio della pandemia che non potevamo uscire da questa crisi senza politica europea della sanità umana". "Questo è arrivato molto in ritardo - ha aggiunto - perché molti Paesi vogliono fare da soli".

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Germania: i dati

La situazione epidemica sembra, invece, in via di miglioramento in Germania, anche se i numeri restano alti: nel Paese nelle ultime 24 ore sono 56.677 i nuovi contagi da Coronavirus, comunque in dimunuzione rispetto a una settimana fa quando i casi erano stati 70.611. Anche l'incidenza settimanale per 100mila abitanti è scasa a 340,1 casi, contro i 353 di ieri e i 422,3 di una settimana fa. Mentre non seguono lo stesso trend i decessi: nelle ultime 24 ore i morti attribuiti al Covid-19 sono stati 522, contro i 465 di una settimana fa. A fare il punto sulle somministrazioni è stato il neo-ministro della Salute tedesco Karl Lauterbach: "Al momento stiamo conducendo la campagna vaccinale di grande successo per il richiamo della terza dose in Europa", ha detto, ma "per tenere questo ritmo non abbiamo abbastanza vaccino". Il ministro Lauterbach ha detto di ritenere che, dopo un calcolo approssimativo delle scorte di vaccino, i medici che ordinano dosi potrebbero non vedere esaudite le loro richieste.

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La Russia ha invece riportato 1.133 decessi legati al Coronavirus, aggiornando il bilancio delle vittime del Paese a 294.024. Nelle ultime 24 ore, infine, 37.155 pazienti Covid-19 sono stati dimessi dagli ospedali di tutto il Paese. Il totale delle dimissioni ospedaliere è ora pari a 8.876.788.