Venerdì 14 Giugno 2024

Qnxledonne: per dire basta a qualsiasi tipo di violenza

Al via la campagna delle testate del Gruppo Monrif contro la violenza sulle donne

QNxledonne

QNxledonne

La morte di Giulia Cecchettin, la ventiduenne veneta uccisa dal fidanzato catturato oggi dopo una fuga di 8 giorni potrebbe essere archiviata come l’ennesimo femminicidio avvenuto nel nostro Paese. Ma non è solo questo. La morte di Giulia sembra aver portato ad una nuova consapevolezza di quello che è ormai un problema che sta assumendo dimensioni enormi ed inaccettabili (sono 102 le donne uccise nel 2023, di cui 82 in ambito familiare- affettivo) per un Paese che si definisce civile. Sui social, a poche ore dalla notizia della sua morte, è partita una enorme, silenziosa campagna che chiede a gran voce di fermare questa ondata di violenza che ormai è qualcosa che riguarda tutti: uomini, donne, giovani o anziani il grido è uno ed uno soltanto: facciamo qualcosa e facciamolo ora.

Che cosa? Nuove leggi, prima di tutto, più aiuti per le donne vittime di violenza (strutture dove accogliere coloro che denunciano e lasciano la casa dove la violenza si consumava, ad esempio) forze dell’ordine che possano intervenire davvero ed in maniera efficace, procedure giudiziarie più veloci, investimenti.

E poi serve alzare la voce, scendere in strada per protestare in ogni maniera possibile, combattere i pregiudizi e quella mentalità, profondamente maschilista, che è ancora troppo presente nella nostra società.

Per questo tutti i quotidiani del gruppo Monrif (Quotidiano Nazionale, il resto del Carlino, la Nazione e il Giorno) e tutti i siti hanno deciso di lanciare una campagna chiamata QNxledonne (#Qnxledonne) che servirà a dare voce a questo movimento a raccontare, sulle nostre testate cartacee e online, le storie di violenze, le testimonianze di coloro che le hanno subite ma anche (e soprattutto) di coloro che ne sono uscite. Per aiutare, tutti assieme, le donne (e la società intera) a prendere una consapevolezza definitiva di quei diritti che dal dopoguerra a oggi sono cresciuti, si sono rafforzati, ma che spesso restano ancora fuori dagli usci di troppe case.

Per fare in modo che il sacrificio di Giulia e di tutte le altre “Giulie” prima di lei non sia stato vano. E per ribadire quanto scritto sui suoi social da Gino Cecchettin, padre di Giulia: “L'amore vero non umilia, non delude non calpesta, non tradisce e non ferisce il cuore. L'amore vero non urla, non picchia, non uccide".  

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