Lunedì 22 Luglio 2024
ILARIA VALLERINI
Cronaca

La poesia di Cristina Torres Cáceres per ricordare Giulia Cecchettin e le altre vittime di violenza

Rilanciata dalla sorella Elena è diventato subito virale sui social. Il testo integrale dello scritto dell’attivista peruviana

Vigonovo, 19 novembre 2023 – Mara, Micaela, Majo, Mariana, Emily, Shirley, Luz Marina, Arlette, Lucia e ora Giulia. “Se domani sono io, se domani non torno, mamma, distruggi tutto. Se domani tocca a me, voglio essere l’ultima”. I nomi di queste donne strappano la pagina scritta e gridano al mondo giustizia. Un pugno allo stomaco. Giulia Cecchettin, 22 anni, è l’ennesima ragazza a non essere più tornata a casa. Da quella maledetta sera di sabato 11 novembre in cui è salita sulla Fiat Grande Punto nera dell’ex fidanzato Filippo Turetta. E’ la sorella Elena a pubblicare la poesia dell’attivista peruviana, Cristina Torres Cáceres, datata 2011: per Giulia e per tutte le donne vittime di violenza. “Adesso Elena farà di questi temi la sua battaglia – ha detto nel pomeriggio di sabato papà Gino – anche io voglio fare qualcosa”. La poesia ‘Se domani sono io’ sta facendo il giro del web: per Giulia e per le altre. Per gridare basta! Fermatevi! 

La poesia 'Se domani tocca a me' dedicata a Giulia Cecchettin
La poesia 'Se domani tocca a me' dedicata a Giulia Cecchettin

Il testo integrale della poesia 

Se domani non rispondo alle tue chiamate, mamma.

Se non ti dico che non torno a cena. Se domani, il taxi non appare.

Forse sono avvolta nelle lenzuola di un hotel, su una strada o in un sacco nero (Mara, Micaela, Majo, Mariana).

Forse sono in una valigia o mi sono persa sulla spiaggia (Emily, Shirley).

Non aver paura, mamma, se vedi che sono stata pugnalata (Luz Marina).

Non gridare quando vedi che mi hanno trascinata per i capelli (Arlette).

Cara mamma, non piangere se scopri che mi hanno impalata (Lucia).

Ti diranno che sono stata io, che non ho urlato abbastanza, che era il modo in cui ero vestita, l'alcool nel sangue.

Ti diranno che era giusto, che ero da sola.

Che il mio ex psicopatico aveva delle ragioni, che ero infedele, che ero una puttana.

Ti diranno che ho vissuto, mamma, che ho osato volare molto in alto in un mondo senza aria.

Te lo giuro, mamma, sono morta combattendo.

Te lo giuro, mia cara mamma, ho urlato tanto forte quanto ho volato in alto.

Ti ricorderai di me, mamma, saprai che sono stata io a rovinarlo quando avrai di fronte tutte le donne che urleranno il mio nome.

Perché lo so, mamma, tu non ti fermerai.

Ma, per carità, non legare mia sorella.

Non rinchiudere le mie cugine, non limitare le tue nipoti.

Non è colpa tua, mamma, non è stata nemmeno mia.

Sono loro, saranno sempre loro.

Lotta per le vostre ali, quelle ali che mi hanno tagliato.

Lotta per loro, perché possano essere libere di volare più in alto di me.

Combatti perché possano urlare più forte di me.

Perché possano vivere senza paura, mamma, proprio come ho vissuto io.

Mamma, non piangere le mie ceneri.

Se domani sono io, se domani non torno, mamma, distruggi tutto.

Se domani tocca a me, voglio essere l'ultima.

Per iscriverti al canale WhatsApp di Qn clicca qui