Lunedì 24 Giugno 2024

Pluralismo dell’informazione. Gli editori: "Bene l’Agcom"

La Fieg promuove la richiesta dell’authority al governo: "Rivedere la normativa antitrust"

"La stampa e i quotidiani negli ultimi quarant’anni sono diventati un prodotto diverso da quello che erano: per misurare oggi il livello di pluralismo informativo occorre tenere conto delle radicali trasformazioni che hanno interessato il settore. Pertanto, bene ha fatto l’Agcom a prenderne atto e a segnalare al governo la necessità di rivedere la vigente disciplina a tutela del pluralismo informativo". È il commento del presidente della Fieg, Andrea Riffeser Monti, all’invio da parte dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni di una segnalazione al governo in cui si richiede la revisione della normativa antitrust della stampa quotidiana. "Si tratta di tener conto della evoluzione tuttora in atto nel settore, e di utilizzare criteri di tutela del pluralismo maggiormente aderenti alla nuova realtà dell’editoria, anche in relazione alla forte integrazione con gli altri mezzi di comunicazione. Gli editori – ha concluso il presidente della Fieg – chiedono al governo di recepire la segnalazione dell’Agcom all’interno della riforma sistemica e complessiva dell’editoria, quanto mai necessaria e urgente".

Nella segnalazione del 15 maggio l’Agcom evidenzia come "l’insieme di norme che attualmente disciplinano il settore editoriale, in assenza di una riforma sistemica e complessiva, per un verso, non sia in grado di cogliere appieno la trasformazione, tuttora in atto, del prodotto editoriale quotidiano nel nuovo contesto di transizione digitale, e, per altro verso, non consenta di dare applicazione in maniera armonica e univoca alle disposizioni poste a tutela del pluralismo informativo nell’editoria quotidiana".

L’Agcom osserva che "la stampa quotidiana, soprattutto nell’offerta dei grandi gruppi editoriali, è diventata un prodotto diverso rispetto a quello tradizionale". E argomenta: "Se in passato la quota percentuale di copie stampate sul totale detenuta da un gruppo editoriale poteva costituire di per sé un parametro indicativo della posizione di forza dell’operatore, oggi occorre affidarsi a metriche in grado di rappresentare adeguatamente le caratteristiche e il valore del prodotto editoriale e del relativo contesto di mercato, anche nell’ottica di tenere in considerazione l’evoluzione scaturente dalla continua spinta di innovazione tecnologica".