"Non ho avuto giustizia e non posso che essere amareggiata". Beatrice Fraschini, 28 anni, il 4 giugno del 2019 arrivò al Policlinico di Milano con il volto tumefatto e fratture sparse sul corpo, viva per miracolo dopo essersi lanciata dal balcone del secondo piano per sfuggire al suo fidanzato-aguzzino che l’aveva tenuta segregata in casa, in via Biella, alla Barona, riempiendola di botte per...

"Non ho avuto giustizia e non posso che essere amareggiata". Beatrice Fraschini, 28 anni, il 4 giugno del 2019 arrivò al Policlinico di Milano con il volto tumefatto e fratture sparse sul corpo, viva per miracolo dopo essersi lanciata dal balcone del secondo piano per sfuggire al suo fidanzato-aguzzino che l’aveva tenuta segregata in casa, in via Biella, alla Barona, riempiendola di botte per quattro giorni. Lui è Giacomo Oldrati, quarantenne conosciuto come ’guru del corallo’ perché in passato drogava vittime con una sostanza ricavata dai funghi del corallo. Condannato in primo grado a 6 anni di carcere, il 21 aprile ha ottenuto in appello una riduzione di pena di 2 anni, dopo una nuova perizia psichiatrica. Ieri Beatrice ha deciso di esporsi con un post su Facebook dopo aver letto la motivazione della sentenza.

"I giudici, tenuto conto della perizia psichiatrica – spiega – hanno confermato il giudizio di seminfermità. Quanto alla richiesta del Procuratore generale di confermare la sentenza di primo grado, vista la gravità dei fatti, pur confermando la punibilità di Oldrati, hanno deciso di togliergli 2 anni per: precarie condizioni riconosciute nella sfera soggettiva e non prolungata limitazione della libertà della persona offesa (io). La libertà personale è un diritto costituzionale ma se a una persona la togli per ‘poco’ (4 giorni), allora il fatto è meno grave? Dire che queste motivazioni non mi soddisfano è un eufemismo. Mi pare un mondo al contrario". Beatrice e Giacomo hanno avuto una storia per 4 anni e mezzo, "lo avevo conosciuto in parrocchia. Mi aveva raccontato del suo passato e dei suoi problemi (a Bologna era stato assolto in primo grado, nel 2018, e in secondo, a febbraio 2019, per fatti del 2012, perché incapace di intendere e volere, ndr). Mi sembrava un ragazzo normale, veniva a pranzo la domenica con i miei. Quando ha iniziato a essere violento tendevo a giustificarlo. Sono convinta che un domani potrà fare ancora del male".

Marianna Vazzana