Martedì 11 Giugno 2024
ANTONIO PATUELLI
Cronaca

Quando Ratzinger scelse di chiamarsi Benedetto XVI. Il coraggio della pace

Il richiamo a Benedetto XV, il pontefice che definì la Prima guerra mondiale "un'inutile strage"

Roma, 31 dicembre 2022 - Benedetto XVI, 95 anni, è morto oggi nel suo appartamento al primo piano dell’ex monastero Mater Ecclesiae. Era malato da tempo. Di seguito vi proponiamo un articolo scritto da Antonio Patuelli il giorno dell'elezione di Joseph Ratzinger al soglio petrino, il 19 aprile 2005. 

Papa Benedetto XVI il giorno della sua elezione (Ansa)
Papa Benedetto XVI il giorno della sua elezione (Ansa)

Papa Ratzinger e la scelta di chiamarsi Benedetto XVI 

Il nuovo Papa, nel decidere di chiamarsi Benedetto XVI, ha compiuto una scelta importante sia per significati di natura spirituale, sia nella piena consapevolezza storica di dichiararsi successore di Benedetto XV, il Pontefice che contrastò la prima guerra mondiale, da lui definita “inutile strage”.

Il nuovo Papa richiama così l’impegno straordinario di quel suo predecessore che non lasciò nulla di intentato per far evitare quel sanguinosissimo conflitto e per interromperlo. Benedetto XV tentò insistentemente anche ogni via per evitare l’entrata in guerra dell’Italia nel 1915, con iniziative diplomatiche (sostanzialmente parallele a quelle di Giovanni Giolitti) tese a far riconoscere pacificamente all’Italia le rivendicazioni territoriali del Trentino e del Friuli Venezia Giulia.

Il Cardinale Ratzinger, che risiede a Roma da tanti anni, avrà certamente letto i due importanti volumi, pubblicati nel 1997 proprio dalla Libreria editrice Vaticana (con un saggio introduttivo del Cardinale Achille Silvestrini), sulla “Conciliazione ufficiosa”, cioè sui rapporti di politica internazionale di Benedetto XV, in particolare con l’Italia negli anni della grande guerra.

All’inizio del Novecento, Benedetto XV era stato Arcivescovo di una Bologna che risentiva fortemente del clima risorgimentale di Marco Minghetti e delle sue cavouriane distinzioni fra Chiesa e Stato. Benedetto XV aveva un grande rispetto per le istituzioni italiane, senza rimpianti per lo Stato Pontificio, così come aveva una inflessibile consapevolezza dell’inderogabile indipendenza e libertà della Chiesa anche negli anni del cruento conflitto mondiale.

Quando ancora si protraeva lo scontro fra lo Stato italiano e la Chiesa dopo la fine del dominio temporale dei Papi, Benedetto XV ebbe ogni attenzione e solidarietà umanitaria verso gli italiani in guerra, cercando di evitare quelle orrende distruzioni causate dai bombardamenti ed incoraggiando rapporti pacificati con l’Italia, propendendo non per la restaurazione della sovranità territoriale papale, pur limitata, ma per un riconoscimento internazionale della Santa Sede come speciale soggetto internazionale.

Insomma, quel predecessore di Papa Ratzinger fu un Pontefice anticipatore e coraggioso negli orizzonti di pace e nella reciproca non interferenza con le attività proprie della sovranità degli Stati.