Orso M90 abbattuto in Trentino: perché era considerato pericoloso. Prima volta in Italia (con il parere di Ispra)

Una squadra della Forestale ha dato esecuzione al decreto firmato stamane dal presidente della Provincia Fugatti. Il testo in Pdf

Trento, 6 febbraio 2024 - L’orso M90 è stato abbattuto oggi in Bassa Val di Sole, in Trentino. Nel corso del pomeriggio è stata data esecuzione al decreto firmato stamani dal presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti. Il 28 gennaio l’animale aveva seguito una coppia di escursionisti a pochi chilometri da dove, ad aprile, era stato ucciso Andrea Papi da JJ4. "La soppressione non può essere l’unica alternativa”, ha dichiarato il ministro Pichetto Fratin.

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Il Trentino ha abbattuto l'orso M90
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Primo abbattimento in Italia con il parere di Ispra

Si tratta del primo abbattimento in Italia di un animale protetto, con il parere di Ispra. L’unico precedente è infatti KJ2, ma quell’esemplare femmina era stato abbattuto con ordinanza, senza che entrasse in campo l’Istituto per la protezione e la ricerca ambientale.

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Il decreto di Fugatti in Pdf

Orso M90 abbattuto: che cosa sappiamo

Una squadra del Corpo forestale trentino è entrata in azione oggi in una zona di montagna della Bassa Val di Sole: l’animale è stato identificato mediante l’osservazione del radiocollare e delle marche auricolari.

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Perché M90 era considerato pericoloso

M90 era considerato un animale pericoloso, secondo la scala di problematicità riportata nel Piano d’azione interregionale per la conservazione dell’orso bruno sulle Alpi centro-orientali (Pacobace).

Due in particolare i comportamenti a rischio che aveva mostrato: l’eccessiva confidenza e frequentazione di aree urbane e l’aver seguito persone.

L’orso M90 entrava nei paesi, si nutriva con quel che trovava nei cassonetti – da qui il richiamo dell’Ispra alla Provincia a intervenire per risolvere il problema dei rifiuti – e il 28 gennaio aveva seguito una coppia per oltre mezzo chilometro lungo una strada forestale nel comune di Mezzana.

Il parere dell’Ispra

L’abbattimento di M90 è avvenuto dopo l’iter previsto dalla legge. L’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale nel suo parere aveva confermato che la richiesta di Fugatti era legittima, sulla base delle regole stabilite nel Pacobace.

Le parole del ministro Pichetto Fratin

Sull’abbattimento di M90 è intervenuto anche il ministro Pichetto Fratin. “La soppressione non può essere l’unica alternativa. Se quanto fino ad oggi messo in campo con la provincia di Trento non è stato sufficiente, l’impegno - da parte di tutti - deve essere quello di moltiplicare gli sforzi per individuare ogni soluzione possibile a garantire una convivenza pacifica nei territori. Ho nuovamente mobilitato tutte le strutture che fanno capo al Ministero per definire una strategia tempestiva in cui l’abbattimento debba essere davvero la soluzione estrema".

Le reazioni degli animalisti

"L’uccisione del povero orso M90 su ordine del presidente Fugatti è una vergogna, una pagina bruttissima nella storia del nostro Paese, un atto di miopia, di arroganza e di crudeltà senza precedenti, perché il presidente della Provincia ha fatto uccidere l’ orso, munito di radiocollare, dopo averlo individuato, mettendo la firma quando l’animale era ormai sotto tiro”. Così, in una nota, Michela Vittoria Brambilla, presidente dell’Intergruppo parlamentare per i Diritti degli Animali e la Tutela dell’Ambiente e presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, commenta l’abbattimento dell’ orso M90. “La Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente, con le altre associazioni ambientaliste – annuncia Brambilla – richiederà tutti gli atti per procedere nei confronti di Fugatti, affinché risponda del suo gesto, commesso in spregio di tutti noi, che non deve ripetersi mai più”, conclude Brambilla.

“Abbiamo sperato fino all’ultimo in un ripensamento, in considerazione della speciale protezione di cui gode la specie anche a livello europeo e nel rispetto dell’articolo 9 della Costituzione che tutela la biodiversità, ma il presidente Fugatti è stato sordo anche alle istanze dell’opinione pubblica che vorrebbe un Trentino amico degli animali”. Così, in una nota, l’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa).

“Ci è stato impedito di difendere M90 ricorrendo al Tar contro la sua condanna a morte, ma non ci fermeremo di fronte agli ammazzaselvatici. Siamo già al lavoro per ottenere giustizia per M90 e tutti gli altri orsi casualmente trovati morti dopo le condanne di uccisione”, ha dichiarato Massimo Vitturi, responsabile area selvatici dell’associazione animalista della Lav. La presidente nazionale di Enpa, Carla Rocchi, in un comunicato, parla di “orrore, sgomento e profonda indignazione”, evidenziando come l’ente intraprenderà “tutte le azioni necessarie affinché il presidente della Provincia di Trento renda conto delle sue decisioni in tutte le sedi appropriate, italiane ed europee, tribunali compresi”.