di Elena G. Polidori Scoppia anche un caso Rai intorno al presidente della commissione Antimafia, Nicola Morra, già al centro di un pesante pressing del centrodestra per spingerlo alle dimissioni dopo le sue dichiarazioni sull’ex presidente della Calabria, la defunta Jole Santelli e sull’arresto del presidente del consiglio regionale, Domenico Tallini. Ieri, a chiedere il passo indietro di Morra sono state prima la vicepresidente azzurra della Camera, Mara Carfagna, e quindi la senatrice di Fd’I, Isabella Rauti. "E la Lega – hanno fatto sapere i...

di Elena G. Polidori

Scoppia anche un caso Rai intorno al presidente della commissione Antimafia, Nicola Morra, già al centro di un pesante pressing del centrodestra per spingerlo alle dimissioni dopo le sue dichiarazioni sull’ex presidente della Calabria, la defunta Jole Santelli e sull’arresto del presidente del consiglio regionale, Domenico Tallini.

Ieri, a chiedere il passo indietro di Morra sono state prima la vicepresidente azzurra della Camera, Mara Carfagna, e quindi la senatrice di Fd’I, Isabella Rauti. "E la Lega – hanno fatto sapere i parlamentari del Carroccio, rivolgendosi ai presidenti di Senato e Camera Casellati e Fico, e allo stesso Morra – non parteciperà ai prossimi lavori in commissione Antimafia e ai suoi comitati". Stessa decisione per Fratelli d’Italia e Forza Italia: "Finché Morra non si dimetterà diserteremo la commissione". Morra ha risposto di non avere alcuna intenzione di fare un passo indietro ma il suo caso si è ulteriormente complicato dopo che la trasmissione di Rai3 Titolo V ha cancellato all’ultimo momento la sua partecipazione al programma.

Su questo episodio sono scesi in sua difesa diversi esponenti politici, alcuni del M5s (una parte del Movimento ieri ne aveva preso le distanze), come i senatori Paola Taverna e Marco Pellegrini, o lo stesso Vito Crimi ("Scelta infelice, è come gettare benzina sul fuoco"), ma anche uomini del Pd, come il vicesegretario Andrea Orlando, e il deputato di Italia Viva e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi. "Credo che quello che è avvenuto a Morra costituisca un precedente gravissimo per la vita democratica", ha affermato il primo. "Rai censura Morra, gravissimo precedente", ha commentato il secondo. E persino i vertici della Fnsi e l’Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai, si sono schierati a favore del presidente grillino, tanto che la tv pubblica, alla fine, è stata costretta a scusarsi: "Per Morra – è stato spiegato – ci saranno altre opportunità, eventualmente anche nello stesso Titolo V".

Il presidente dell’Antimafia, intanto, è andato a La7 a dire la sua. "Dimettermi da presidente della Commissione? Piacerebbe a tanti, ma io credo che anche quello che è accaduto sia un episodio all’interno di una strategia, perché quando dai fastidio a Cosa Nostra, la mafia e la ‘ndrangheta, come ci hanno insegnato, allora bisogna sporcare, infangare e delegittimare". Poi su Facebook si è vantato di essere "di nuovo in topic trend su Twitter, stavolta non per iniziativa degli amici della mafia, ma di persone libere che spontaneamente hanno lanciato l’hashtag ‘IoStoConMorra’. Grazie per il sostegno. Loro non si arrenderanno, noi neppure". In suo sostegno anche Alessandro Di Battista: "Forza Italia ha più indagati che elettori e s’indigna per Morra…".