Nuove regole per evitare zone grigie

Ruben Razzante* Per fare pubblicità sui social si dovranno rispettare le regole già previste per gli altri media. La stretta sugli influencer...

Razzante*

Per fare pubblicità sui social si dovranno rispettare le regole già previste per gli altri media. La stretta sugli influencer era nell’aria e si è materializzata ieri con le decisioni prese all’unanimità dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom), che mettono al centro i principi di trasparenza e riconoscibilità nelle comunicazioni pubblicitarie, un requisito che nella ingarbugliata vicenda Ferragni ha difettato.

L’Autorità si è mossa nella direzione dell’estensione all’attività degli influencer delle norme del Testo unico dei servizi di media audiovisivi. In caso di contenuti con inserimento di prodotti, gli influencer saranno tenuti a riportare una scritta che evidenzi la natura pubblicitaria del contenuto in modo immediatamente riconoscibile. La nuova disciplina si fonderà anche su parametri quantitativi, cioè su "un insieme di norme indirizzate agli influencer operanti in Italia che raggiungono almeno un milione di follower sulle varie piattaforme o social media su cui operano e hanno superato su almeno una piattaforma o social media un valore di engagement rate medio pari o superiore al 2% (che hanno suscitato reazioni da parte degli utenti, tramite commenti o like, in almeno il 2% dei contenuti pubblicati)".

La stretta non riguarda solo le comunicazioni commerciali, ma anche il vincolo tassativo per gli influencer di rispettare i diritti fondamentali della persona, in particolare quelli dei minori, e i valori dello sport. La nuova cornice dell’Agcom si fonda su un meccanismo di richiami e di perentori ordini di rimozione o adeguamento dei contenuti ai nuovi obblighi e sarà puntellata da un codice di condotta. A redigerlo sarà un tavolo tecnico allargato agli intermediari tra influencer e aziende che finanziano le loro attività di marketing: un modo per recepire le istanze di tutti gli attori in campo.

* Docente di Diritto dell’informazione

alla Cattolica di Milano