Se questo è un assembramento: gli esponenti di Fratelli d’Italia. multati a Reggio
Se questo è un assembramento: gli esponenti di Fratelli d’Italia. multati a Reggio
di Saverio Migliari Una conferenza stampa. Un brindisi. E 3.600 euro di multa per assembramento. Succede a Reggio Emilia, davanti alla sede di Fratelli d’Italia, dove sabato mattina alcuni esponenti del partito guidato da Giorgia Meloni si sono riuniti per presentare il nuovo deputato Gianluca Vinci, transfugo dalla Lega pro-Draghi. "Al termine della conferenza abbiamo aperto un paio di bottiglie per fare un brindisi e siamo usciti pochi minuti davanti alla sede – ricostruisce la vicenda lo stesso Vinci, anche lui multato dalla polizia municipale –. Qualcuno ha chiamato le forze dell’ordine e ci siamo trovati...

di Saverio Migliari

Una conferenza stampa. Un brindisi. E 3.600 euro di multa per assembramento. Succede a Reggio Emilia, davanti alla sede di Fratelli d’Italia, dove sabato mattina alcuni esponenti del partito guidato da Giorgia Meloni si sono riuniti per presentare il nuovo deputato Gianluca Vinci, transfugo dalla Lega pro-Draghi.

"Al termine della conferenza abbiamo aperto un paio di bottiglie per fare un brindisi e siamo usciti pochi minuti davanti alla sede – ricostruisce la vicenda lo stesso Vinci, anche lui multato dalla polizia municipale –. Qualcuno ha chiamato le forze dell’ordine e ci siamo trovati attorniati da tre pattuglie e 9 uomini in divisa. Praticamente erano più loro che noi. Dopodiché una delle auto è andata via e sono rimasti in sei". Alla fine le multe contestate agli esponenti di Fdi sono state nove, in un sabato dal centro affollato dove in totale le sanzioni sono state 15.

Davanti alla sede c’era anche Alberto Bizzocchi, coordinatore provinciale di Fdi, che rivela un particolare: "Durante la conferenza stampa abbiamo visto entrare un uomo a fare alcune foto, aveva la pettorina fosforescente degli addetti comunali".

Il sospetto dei presenti è che sia stato lui a chiamare le forze dell’ordine, arrivate poco dopo. "Pensate che quando gli agenti mi hanno visto volevano persino contestarmi la somministrazione di alcolici...", sorride Vinci, che di professione è avvocato. "Li ho sfidati a farlo, ma poi hanno ceduto". Nel verbale di contestazione si legge non soltanto il richiamo al Dpcm governativo, ma anche quello all’ordinanza del sindaco dem Luca Vecchi che obbliga a utilizzare la mascherina in tutte le vie del centro storico fino al 1 aprile. "Ma quel verbale è fatto male, non riporta il codice dell’ordinanza, anche per questo lo contesteremo in Prefettura". Secondo il deputato si tratta di una punizione mirata: "Uno dei nostri ha sentito un agente chiamare in centrale e chiedere cosa fare. A quel punto qualcuno gli ha detto di procedere, nonostante tutto", racconta l’ex leghista, che era già stato multato nelle settimane scorse per aver partecipato all’iniziativa #IoApro di alcuni ristoratori ribelli. Intanto il caso è uscito dai confini reggiani, approdando immediatamente in Parlamento. È Giorgia Meloni ad annunciare battaglia: "È intollerabile quello che è successo a Reggio Emilia. È intollerabile per una democrazia che si compiano abusi di questo tipo nei confronti dell’unica forza di opposizione. Soprattutto a fronte delle immagini che vediamo tutti i giorni e che abbiamo visto in passato, nei confronti delle quali non abbiamo notizie che si sia intervenuti".

"Tutti ricordiamo bene – prosegue – gli assembramenti selvaggi creati dall’ex capo del Governo Conte davanti Palazzo Chigi e in occasione di conferenze stampa improvvisate per strada. Abbiamo annunciato un’interrogazione parlamentare e chiederemo conto al ministro Lamorgese. Non vorremmo ci fossero due pesi e due misure e che qualcuno utilizzi il potere che ha per reprimere l’opposizione". Messaggi di sdegno anche dai parlamentari Ylenja Lucaselli, Galeazzo Bignami e Tommaso Foti. Mentre dal Pd tutto tace.