"L’incremento dei contagi fra i sanitari è preoccupante. Potevamo aspettarcelo, considerando che larga parte di noi si è vaccinata fra dicembre e gennaio, ossia più di 6 mesi fa, ma adesso dobbiamo fare in fretta a somministrare la terza dose. Proteggere noi significa mettere al riparo anche e soprattutto i nostri pazienti". Luigi Pais Dei Mori, presidente dell’Ordine degli infermieri di Belluno, conosce bene i dati diffusi...

"L’incremento dei contagi fra i sanitari è preoccupante. Potevamo aspettarcelo, considerando che larga parte di noi si è vaccinata fra dicembre e gennaio, ossia più di 6 mesi fa, ma adesso dobbiamo fare in fretta a somministrare la terza dose. Proteggere noi significa mettere al riparo anche e soprattutto i nostri pazienti". Luigi Pais Dei Mori, presidente dell’Ordine degli infermieri di Belluno, conosce bene i dati diffusi da Nursing Up (90 sanitari nuovi positivi ogni giorno; nell’ultimo mese infezioni raddoppiate fra i camici bianchi). Ancor più sa cosa significa ammalarsi di Covid-19.

È rimasto contagiato anche lei?

"Sì, a dicembre. Il virus mi ha provocato una seria polmonite".

È stato ricoverato?

"Ci è mancato poco, mi sono riuscito a curare a domicilio, trasferendomi in un’altra casa per proteggere i miei parenti. Il gusto e l’olfatto li ho recuperati soltanto due mesi dopo la guarigione grazie a una terapia riabilitativa".

Pensa di essersi contagiato curando un positivo?

"Indubbiamente deve essere andata così. Sin dall’inizio della pandemia noi infermieri non ci siamo mai tirati indietro. Quando c’è stato da assistere qualche ammalato a domicilio, visto che sono un libero professionista, ho cercato di fare la mia parte".

Adesso, con l’aumento dei contagi, sta rivivendo l’incubo dell’autunno scorso?

"Quello no, ora abbiamo il vaccino. Anche trascorsi 6 mesi dalla prima inoculazione, resta una buona copertura dal rischio di contrarre una forma grave dell’infezione. Detto questo...".

Che cosa?

"Probabilmente mai come adesso si deve abbassare la guardia".

Avete cambiato i protocolli di assistenza?

"Restano quelli messi a punto per garantire la massima protezione possibile all’operatore e al paziente".

Neanche il 50% della platea potenziale (sanitari, over 80 e over 60) ha ricevuto il booster: state incontrando problemi nelle prenotazioni?

"In linea di massima no. I ritardi sono più di natura culturale: ancora tante le persone non capiscono la necessità di un’ulteriore vaccinazione".

Anche tra gli infermieri?

"In una parte assai residuale. La nostra categoria ha aderito all’obbligo vaccinale per il 99%".

Giovanni Panettiere